OLÈ! A suon di musica e dialetto tornano i battibecchi della Rina

La nuova compagnia Legnanese mette in scena la rivista al teatro Elena di Sesto San Giovanni

«Il nostro obiettivo è quello di far ridere la gente; vogliamo divertirla portando sulla scena un po’ di cronaca trasposta in farsa». Alvaro Testa, autore e regista della Nuova Compagnia Legnanese, presenta la nuova rivista dialettale con musiche che sarà in scena, dal 29, al Teatro Elena di Sesto San Giovanni. Con Olè! Miseria, rogna e dispiasè la compagnia, dopo una pausa di riflessione, si riaffaccia sulle scene milanesi e non solo. Chi non ricorda la vita del cortile, i battibecchi tra le zitelle, le campane che suonavano per richiamare l'attenzione degli abitanti affaccendati a discutere di qualsivoglia argomento; e chi non rammenta, con il sorriso, Rino Maraschi, nei panni della sontuosa Rina, o la bionda Eleonora interpretata da Mario Lino, senza dimenticare il Giovanni, personaggio cui dà il volto Augusto Carraro, figure che il pubblico dello Smeraldo ha, negli scorsi anni, dimostrato, a suon di applausi, di apprezzare. Ma non solo, perché molto spesso, girando con il telecomando i canali privati milanesi, capita di imbattersi in una di queste ormai conosciute maschere, ospiti di programmi di intrattenimento. Ora, con un lavoro corale, la nutrita compagnia darà vita ad una commedia davvero esilarante. «Per scrivere i testi - racconta Alvaro Testa - mi ispiro a tutto ciò che ci circonda, alla quotidianità. Tutto ciò che accade nel mondo serve a costruire lo spettacolo, anche se, le mie messinscene sono sempre aggiornate a adattate alla cronaca più recente».
Ma la vita del cortile ormai non esiste più.
«È vero, oggi c'è mancanza di comunicazione, al punto che non si conosce nemmeno il dirimpettaio e ci si stupisce quando si riceve un semplice “buongiorno”. Una volta il cortile era governato da importanti valori ormai dimenticati: l'amicizia, la solidarietà. È vero, proponiamo una società che non esiste più, ma dietro la battuta, offriamo al pubblico una valida alternativa all'individualismo odierno».
Quali sono le difficoltà per scrivere uno spettacolo?
«Premesso che è molto più difficile fare ridere che piangere, la difficoltà risiede nel costruire la battuta a misura del personaggio e di immediata comprensione da parte dello spettatore. La risata deve essere spontanea, il pubblico deve ridere, anche se come al solito, il finale deve fare riflettere».
Perché non debuttate a Milano?
«Dopo questa prima tappa, saremo a Novara, poi a Monza, a Busto Arsizio, a San Giuliano, a San Donato e in altre numerose cittadine della provincia, dove batte il cuore del vero lombardo. Per questa stagione di partenza ci sentiamo un po’ sotto esame: vediamo come ci accoglie il pubblico, tastiamo il polso e poi l'anno prossimo partiremo veramente alla grande con un nuovo spettacolone da ridere».
Insomma, tra sfavillanti coreografie, splendidi costumi, scenografie inimitabili e trascinanti, musiche coinvolgenti, la Nuova compagnia legnanese si mette ancora in gioco.