Olanda, bloccati sette terroristi pronti a colpire

Voci sulla presunta morte della «primula rossa» del terrorismo ceceno Shamil Basayev nei combattimenti con le forze speciali russe

Fausto Biloslavo

L’Olanda ha vissuto ieri una giornata ad alta tensione provocata dal rischio di attentati contro personalità politiche ed edifici governativi. L’allarme ha fatto scattare un blitz dell’antiterrorismo che ha sventato la minaccia e portato all’arresto di sette islamici, alcuni dei quali giovanissimi, sospettati di far parte di una cellula pronta a colpire.
La retata si è svolta in mattinata in tre diverse città olandesi: Amsterdam, Almere e l’Aia. Corpi speciali in tenuta da combattimento hanno addirittura circondato il palazzo Binnenhof, il gruppo di edifici che ospita la sede del governo, dove era in corso il vertice settimanale, e la sede del Parlamento. Fermavano tutte le macchine in arrivo, ma non è chiaro se temessero un’azione kamikaze, con un auto imbottita di tritolo, o si trattasse solo di un’operazione preventiva di sicurezza, dato che gli arresti avvenivano in altri quartieri nelle vicinanze.
La Radio 1 olandese ha dato notizia che a l’Aia si sono uditi diversi colpi di arma da fuoco. In particolare nel quartiere popolare di Schilderswijk, lo stesso dove l'anno scorso un poliziotto venne ferito da una bomba a mano nel corso dell'arresto di due sospetti terroristi dopo la brutale esecuzione del regista Theo van Gogh eseguita da un fanatico islamico. In realtà sembra che gli agenti speciali abbiano sparato in aria per non avere brutte sorprese.
I fermati hanno «un’età compresa tra i 18 e i 30 anni», secondo una nota della magistratura. Si tratta di cittadini olandesi, sembra quasi tutti immigrati di seconda generazione originari del Nord Africa. Fra i fermati, che compariranno già lunedì in tribunale a Rotterdam per la conferma degli arresti, c’è anche una donna. Il coordinatore nazionale dell'anti-terrorismo, Tjibbe Joustra, ha confermato che i fermati sono sospettati di «attività terroristiche» e che la polizia è stata costretta a rafforzare le misure di sicurezza ai siti a rischio, tra cui l'ufficio del premier.
Il ministro dell'Interno, Johan Remkes, ha affermato che gli arresti hanno eliminato una «minaccia grave» nei confronti di diversi politici olandesi e del quartier generale dei servizi segreti. Il giorno prima del blitz alcuni giornali olandesi avevano rivelato l’esistenza di nuove ed inequivocabili minacce nei confronti di due parlamentari olandesi, Ayaan Hirsi Ali e Geer Wilders. La prima è la sceneggiatrice somala di «Submission», il cortometraggio-denuncia della vessazione a cui sono sottoposte tante donne musulmane, che è costato la vita, lo scorso novembre, a Van Gogh, il suo regista. Wilders è un altro parlamentare che ha chiesto di chiudere le frontiere agli immigrati musulmani, espellere i predicatori dell’Islam radicale e smantellare le moschee estremiste.
Nel blitz è stato arrestato anche il presunto capo della cellula che sarebbe stata pronta a colpire. Si chiama Samir Azzouz e ha solo 19 anni. Immigrato marocchino di seconda generazione, ha la cittadinanza olandese. «Secondo i servizi di intelligence, Azzouz stava tentando di procurarsi armi automatiche ed esplosivo. Il sospetto è che fossero in fase di preparazione, attacchi contro diversi ministri e un edificio governativo», ha spiegato una fonte della procura antiterrorismo.
Processato in aprile, Azzouz era stato assolto dall’accusa di far parte di un gruppo terroristico islamico, ma condannato a tre mesi per il possesso di armi. Il giovane estremista era sospettato di collegamenti con l’Hofstad, il nome in codice dato dai servizi segreti ad una rete terroristica musulmana radicata in Olanda. Azzouz avrebbe avuto anche contatti con Mohammed Bouyeri, condannato all'ergastolo per l’omicidio di Van Gogh. Proprio ieri è stato confermato che il fanatico assassino subirà un altro processo per terrorismo. Dodici presunti membri di Hofstad sono attualmente sotto processo.
Non si esclude che la cellula sgominata ieri volesse organizzare degli attentati come rappresaglia all’offensiva giudiziaria olandese. Hofstad aveva collegamenti con cellule islamiche in Belgio, Svizzera e Spagna, compresi alcuni elementi coinvolti nei grandi attentati di Casablanca e Madrid.