Olanda, ganasce antifuga alle ginocchia dei detenuti

Il congegno blocca automaticamente il carcerato in permesso che ritarda o devia dal percorso

da Amsterdam

Ci sono le ganasce per bloccare le auto parcheggiate dove non dovrebbero essere parcheggiate e presto ci saranno anche le ganasce-robot per bloccare i detenuti che durante i permessi speciali potrebbero essere tentati di darsi alla fuga per non tornare più in prigione. Una novità che entrerà in funzione in Olanda appena ci sarà l'approvazione del Parlamento prevista nelle prossime settimane.
Di che si tratta? Il termine ganascia, applicato agli esseri umani, può far pensare a uno strumento di tortura, a un attrezzo medioevale, a qualcosa di crudele. Ma non è così. Si tratta di un congegno, simile a un lucchetto, che viene applicato alle ginocchia. Grazie alla sua flessibilità permette a chi è costretto a subirlo di camminare normalmente ma non di correre perché se corre il lucchetto si irrigidisce automaticamente e blocca le ginocchia proprio come le ganasce bloccano le ruote di un'auto. Ma c’è di più: una volta applicate a un ginocchio del detenuto in libera uscita, le «morse» ne impediranno la fuga bloccando le sue gambe se tentasse di uscire dal territorio stabilito o non rientrasse in carcere negli orari stabiliti.
I primi a muoversi con questo nuovo sistema «antievasione» applicato alle ginocchia saranno i detenuti appartenenti alla categoria Tbs, sigla che nel regolamento carcerario olandese indica un certo tipo di prigionieri considerati particolarmente pericolosi e a rischio di ricadute, come pedofili, maniaci sessuali, seminfermi di mente. Come prevede la legge questi detenuti dopo un certo numero di anni in carcere vengono sottoposti a un programma di recupero che per reinserirli gradualmente nella società consente loro di trascorrere ogni mese alcuni giorni fuori dalla prigione ma in libertà vigilata, con a fianco un assistente sociale che li tiene d'occhio giorno e notte. Molti però hanno approfittato dei permessi speciali per scappare e in alcuni casi per reiterare il reato.
È a questo punto che nasce l'idea delle ganasce alle ginocchia per i Tbs in libera uscita. Per la verità sono stati presi in considerazione anche altri congegni. Si è pensato di munire gli accompagnatori del detenuto di uno spray capace di immobilizzare il Tbs ai primi segni di fuga ma poi si è scoperto che lo spray provocava danni alla pelle. Si è anche pensato a un bracciale in grado di trasmettere una scossa elettrica ma è stato scartato perché troppo pericoloso. Il lucchetto flessibile a metà gamba sembra la soluzione ideale. Il portavoce del ministero della Giustizia, Wim van der Weegen, assicura che i test hanno tutti dato risultati convincenti. «Se il detenuto rispetta le regole neanche se ne accorge di camminare con le ganasce. Ma se disubbidisce viene subito immobilizzato dall’apparecchio».
Qualche preoccupazione invece nella stampa. «Si mettano pure le ganasce a detenuti altamente pericolosi - scrive un giornale - ma se il congegno funziona qualcuno potrebbe essere tentato di estenderne l'uso mettendo, per esempio, le ganasce ai bambini per farli camminare al passo con i genitori, a chi entra in una gioielleria perché potrebbe scappare con una collana di diamanti, ai visitatori di un museo per essere sicuri che si muovano lentamente».