Olanda, poliziotti in rivolta contro i divieti: "Vogliamo poterci drogare fuori servizio"

Il primo gennaio ad Amsterdam scatterà il divieto di fumare marijuana anche fuori servizio. E scoppia la protesta degli agenti, minacciano di passare alle vie legali

Quando si dice che un mestiere è uno stile di vita. Tra qualche giorno, dal primo gennaio, i poliziotti di Amsterdam se ne accorgeranno, volenti o nolenti. Perché nella patria dello spinello libero e delle donne in vetrina, nella mecca dei coffee-shop, dove un «tiro» in libertà è spesso la calamita che attira ogni anno milioni di visitatori, be' proprio qui agli agenti di polizia, con l’arrivo del nuovo anno, sarà vietata l'assunzione di droghe fuori dall'orario di lavoro. Insomma, trasgredire sì, ma a patto che non si indossi una divisa. Liberi tutti, tranne i poliziotti.

Eppure di trasformare la professione in un modus vivendi tout court, i gendarmi che pattugliano le strade della capitale olandese non hanno nessuna intenzione. Questa volta chiedono che a chiudere un occhio non siano obbligati solamente loro - che quotidianamente ignorano il consumo di cannabis e derivati nei locali della città - ma che il diritto di praticare quello che tollerano venga garantito anche alla propria categoria. Dimessi i panni di «tutori della legge», i poliziotti olandesi alla cannabis non intendono rinunciare, o quantomeno non intendono rinunciare alla libertà di assumerla. «Non sono pagati per un servizio permanente, ventiquattr'ore su ventiquattro - ha spiegato Hans van Duijn, presidente della Nederlandse Politie Bond, il sindacato che rappresenta gli uomini in uniforme -. Quel che fanno nel proprio tempo libero è affare loro».

La rivolta, insomma, ha preso una piega seria. Tanto che la Npb promette che ricorrerà immediatamente alle vie legali quando verrà sollevato il primo caso. «Se si concede alla gente di fumare cannabis in questo Paese - insiste combattivo Van Duijn - è solo da ipocriti dire ai poliziotti "tu non puoi farlo". Vogliamo essere trattati anche noi come chiunque altro». E infine: «Il possesso e lo spaccio sono illegali, ma ammettiamo l'uso personale in piccole quantità per tutti. Ci deve essere un ambito in cui utilizzare le droghe leggere».
La questione, tuttavia, non sarà facile da liquidare nemmeno in un'aula di tribunale. Perché da una parte ci sono gli obblighi di un agente di polizia, che riguardano proprio uno stile di vita, un comportamento da «cittadino-modello», contemplato in un codice di condotta che prevede che anche nella quotidianità ci si ispiri a «rispetto, trasparenza, responsabilità, coinvolgimento, fiducia, giustizia ed equilibrio». Dall'altra ci sono le libertà individuali, compreso quella di fare della propria vita privata quello che viene concesso ad altri cittadini. «È sempre stato chiaro che non avremmo potuto presentarci al lavoro ubriachi o su di giri - commenta un agente -. Ma ora ci dicono: tu sei un poliziotto anche quando sei fuori servizio». E questo - pare - è troppo anche per loro.

In realtà la stretta rientra in un piano che sembra voler dare un nuovo volto alla capitale olandese. Qualche mese fa il sindaco Job Cohen, firmando un accordo con una società immobiliare per rilevare un terzo delle vetrine, ha spinto per trasformare il quartiere a luci rosse in una zona di eleganti vetrine di moda. E nei piani del sindaco c’era anche l’intenzione di chiudere i coffee shop e gli smart-shop, per tenere a bada i turisti a caccia di emozioni forti.