Olbia, sequestro lampo Rapita un'imprenditrice Liberata tre ore dopo

Marcella Pau, 50 anni, sequestrata a bordo della sua auto mentre rientrava a casa. Il figlio, allertato dalle grida della madre, ha inseguito e speronato i sequestratori. I carabinieri ne hanno arrestato uno subito, il secondo, fuggito con l'ostaggio, preso in un casolare poco distante

Olbia - Si è risolto in poche ore un tentativo di sequestro a scopo di rapina in Gallura. Due persone sarebbero già state arrestate. La vittima, Marcella Pau, 50enne, è la moglie di un imprenditore, Tonino Braccu, titolare di diversi negozi di fiori e di un'agenzia di pompe funebri, e consigliere di area Pdl nella provincia di Olbia Tempio. Un sequestro subito risolto anche grazie all'intervento, ai limiti dell'eroismo, del figlio della vittima, Manuel.

La dinamica Mariella Pau sarebbe stata aggredita da almeno due persone mentre intorno alle 20-20,30 stava rientrando a casa a bordo della sua Mercedes. I malviventi l'avrebbero bloccata nel giardino davanti a casa in località Maiorca, una frazione di Budoni, e costretta a salire sulla sua stessa vettura. Le sue urla però avrebbero messo in allarme i figli all'interno dell'abitazione. "Laura, 14 anni, ha sentito la madre gridare - racconta il presidente della Provincia della Gallura Fedele Sanciu, amico di Braccu, che si è subito recato nell'abitazione di famiglia - è stata la ragazza a dare subito l'allarme mentre il figlio Manuel si è messo all'inseguimento dei rapitori a bordo della sua Bmw". Dopo pochi chilometri l'auto del giovane ha speronato quella dei sequestratori in località Nuditta, poco lontano dal centro del paese, ed entrambe le auto si sono quindi fermate".

L'arresto I rapitori sono fuggiti nella macchia con l'ostaggio mentre sul posto accorrevano le prime pattuglie dei carabinieri. Sarebbe avvenuto qui il primo fermo di uno dei due sequestratori: l'uomo si era nascosto tra la vegetazione, ma è stato individuato e bloccato dai militari. Già scattato il piano antisequestro, in tutto il circondario si sono mobilitati decine e decine di uomini delle forze dell'ordine. In un casolare di una strada di campagna che porta in un terreno agricolo sarebbe stata trovata la moglie dell'imprenditore, legata con una corda. Nello stesso terreno si trova un capannone per la lavorazione del marmo: i proprietari sarebbero due dei componenti del commando di sequestratori.

I gemelli Costa Si tratta di Michele e Giacinto Costa di 40 anni, fratelli gemelli. Uno, come detto, è stato fermato dopo lo speronamento dell'auto, il secondo portato in caserma è stato interrogato e poi arrestato. Per entrambi l'accusa è di sequestro di persona. La famiglia Braccu è stata oggetto di diversi attentati intimidatori: l'ultimo ai primi di ottobre quando è stato trovato un barattolo di latta davanti a un loro negozio, dentro non c'era esplosivo, ma una pasta scura e una manciata di chiodi. Più seri invece gli episodi che risalgono alla metà di agosto: un finto ordigno era stato rinvenuto nel negozio di fiori di Posada, mentre una bomba vera, confezionata con una modica quantità di gelatina e cartucce da caccia era stata trovata sull'auto del figlio.