Oldani, un cuoco andata e ritorno

Davide Oldani, 39 anni e già fiumi d'inchiostro alle spalle, versati da chi a turno l'ha battezzato «cuoco del futuro», «austerity gourmande» o «esaltatore della povertà del piatto». Questa volta è stato però il timido demiurgo del D'O di Cornaredo (Milano) a impugnare la penna. Ne è uscito Cuoco andata e ritorno. Viaggi sogni e ricette di un uomo che voleva cucinare, edito dal Touring club, libro in cui ripercorre con l'aiuto di Lucia Morello le tappe che lo hanno condotto a essere quel che è. E cioè uno che «preferisco la cipolla scelta e lavorata da me all'astice tenuto magari in frigo per tre giorni». Uno che, mosso da umiltà e caparbietà, è già un idolo per i cuochi in fasce. Uno che ammette di essere il frutto «di quello che ho visto e che ho avuto la fortuna di fare». Che poi sono gli esempi di maestri come Gualtiero Marchesi, Alain Ducasse, Albert Roux.