Olgiata, Iacono e Winston re-indagati

Nuovi spiragli per far luce sul giallo dell’Olgiata. Nei prossimi giorni gli esperti nominati dalla Procura di Roma esamineranno una serie di reperti legati all’omicidio di Alberica Filo Della Torre. Lo scopo è quello di riuscire, attraverso nuove e sofisticatissime tecniche, a risalire al Dna dell’assassino che il 10 luglio del 1991 riuscì ad introdursi nella villa dell’Olgiata e ad uccidere la contessa facendo poi perdere definitivamente le tracce.
Così da ieri i nomi di Roberto Iacono e del filippino Manuel Winston sono nuovamente iscritti nel registro degli indagati per omicidio volontario. Un atto dovuto, che permetterà ai due storici indagati (entrambi prosciolti nella prima inchiesta aperta sul caso) di nominare un consulente per assistere agli esami che verranno svolti sui loro pantaloni, dove furono furono trovate alcune macchie di sangue.
È stato il gip Cecilia Demma ad autorizzare la riapertura del fascicolo processuale, sollecitato dal marito della vittima, Pietro Mattei, che chiedeva altre indagini. Così gli esperti passeranno nuovamente al microscopio le tracce biologiche trovate sul letto della contessa e lo zoccolo con il quale fu colpita prima di essere strangolata. Accertamenti verranno effettuati anche sul Rolex d’oro, fermo all’ora del delitto, indossato dalla donna. Quest’ultimo, in particolare, non era mai stato sottoposto ad esami per rilevare eventuali tracce di sangue.
Su disposizione del procuratore aggiunto Italo Ormanni e dal sostituto Nicola Maiorano i reperti sono stati già recuperati dagli archivi della polizia giudiziaria e si trovano negli uffici del Ris. Gli avvocati Ugo Longo e Alessandro Cassiani, difensori di Winston e di Iacono, però, sono certi che le nuove tecniche di rilevamento del Dna non potranno che riconfermare l’innocenza dei loro clienti.
La prima inchiesta sul delitto fu archiviata nel giugno 2005 per mancata identificazione del colpevole. In questi anni diversi nomi sono ruotati intorno al caso, oltre a quello del filippino, domestico nella villa e di Iacono, figlio di un’insegnante dei coniugi Mattei. Lo stesso marito della nobildonna fu sfiorato dai sospetti, nonostante l’alibi di ferro. Vennero tirati in ballo perfino funzionari dei servizi segreti. Le uniche certezze restano però legate al teatro dell’omicidio. La vittima, che quel giorno si preparava a festeggiare i dieci anni di matrimonio con un party proprio nella villa, fu trovata morta nella camera da letto dalla domestica filippina. In casa tra le 8.45 e le 9.10 c’erano i piccoli figli della coppia, che facevano colazione, due domestici, una baby sitter e quattro operai che stavano lavorando per preparare la festa. Ma, nonostante l’affollamento, l’assassino è riuscito a fuggire senza farsi notare.