Olimpia, le banche al lavoro

da Milano

Banche al lavoro sul dossier Olimpia, con la benedizione di Piazza Affari. Nessuno ancora esce allo scoperto, ma la strada che porterà Pirelli a cedere il passo a una cordata di istituti e di fondazioni bancarie sembra ormai tracciata. I tempi sono stretti: poche settimane e tutto dovrà essere definito, se si vuole dare modo agli eventuali nuovi azionisti di presentare la propria lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Telecom, convocato per il 16 aprile.
Dunque, Mediobanca, con la partecipata Generali (entrambe già azioniste di Telecom rispettivamente con una quota inferiore al 2% e una partecipazione del 4,06%) e Capitalia si starebbero muovendo per mettere a punto i dettagli della cordata e della successiva offerta. Un percorso nel quale potrebbe rientrare la visita, ieri sera, del presidente di Mediobanca, Gabriele Galateri, e dell’imprenditore Diego Della Valle nella sede milanese delle Generali. Il nodo da sciogliere sembra essere quello del prezzo: la soglia dei tre euro sotto la quale Marco Tronchetti Provera non intende scendere.
Secondo alcuni analisti il prezzo verosimile per una vendita è di 2,6-2,7 euro (un premio di controllo di circa il 30% sembra corretto, commentano). E per avvicinarsi ai «desiderata» di Tronchetti l’accordo potrebbe prevedere il riconoscimento a Pirelli&C di un eventuale incremento successivo in sede di cessione del pacchetto Olimpia da parte delle banche. Altre indiscrezioni ipotizzano poi la strutturazione di un prestito convertendo sull’esempio di quello fatto per Fiat. Al tavolo sarebbero state chiamate anche le Fondazioni ma «si tratterebbe di attività non previste dai loro statuti», afferma il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, Emmanuele Emanuele. Se il canovaccio dell’operazione sembra già definito, molto resta ancora da fare prima che l’accordo possa dirsi effettivamente raggiunto. Le banche sarebbero disposte all’investimento solo a fronte di garanzie di ritorno in termini di redditività e di sviluppo industriale dell’asset. E potrebbero entrare in gioco anche altri attori: Mediaset, ad esempio, per cui Telecom rappresenta l’oggetto del desiderio. «Magari potessimo, ma non credo ce la faranno fare», ha detto il presidente Fedele Confalonieri, a proposito di un’eventuale offerta per la società presieduta da Guido Rossi.
Intanto, Camfin ha annunciato di avere chiuso il 2006 con un risultato netto consolidato negativo per 326,3 milioni (contro un utile di 42,5 nel 2005) proprio a causa della rettifica del valore di Olimpia apportata dalla collegata Pirelli. E negativa la giornata in Borsa per l’intera squadra dei titoli che fanno capo a Tronchetti Provera, da Telecom (-2,62%) a Pirelli (-1,85%) e la stessa Camfin (-0,55%).