Olimpia, Hopa tira sul prezzo

Bellaveglia presidente: «Per il divorzio dalla holding un prezzo di mercato»

da Milano

Stefano Bellaveglia è da ieri il nuovo presidente di Hopa. E subito si cala nel ruolo per tenere alto il tenore della questione più importante di tutte per il futuro della finanziaria bresciana: il divorzio da Pirelli in Olimpia, la holding azionista di riferimento del gruppo Telecom, nella quale Hopa detiene il 16 per cento.
«Per noi - ha dichiarato Bellaveglia - il riferimento è il contratto che parla molto chiaro, e si riferisce a prezzi di mercato per Olimpia». Una posizione che è stata interpretata come in contrasto con le cifre e la ratio del contratto fornite qualche giorno fa dal presidente Marco Tronchetti Provera, che aveva parlato di un valore della partecipazione nell’ordine di grandezza dei 650 milioni, in caso di liquidazione cash (l’alternativa è la liquidazione in titoli).
Ma che i 650 milioni messi sul piatto da Tronchetti non soddisfino i soci di Hopa trova conferma anche dal nuovo giro di incontri tra gli advisor delle due parti. «Stiamo ancora trattando» ha detto Bellaveglia, ribadendo che l’obiettivo resta trovare «un prezzo di soddisfazione per entrambi» e che l’arbitrato rappresenta «una soluzione a cui non vorremmo mai arrivare». Il riferimento ai prezzi di mercato corrisponderebbe infatti a un possibile premio di maggioranza, che farebbe lievitare il prezzo del 20-30 per cento.
Solo una volta risolta la partita in Olimpia (da cui dipende la fissazione dell’assemblea di bilancio) la nuova Hopa potrà iniziare il suo cammino di «merchant bank» per le piccole e medie imprese del Nord. «Hopa è una società in grande equilibrio finanziario - ha sottolineato Bellaveglia - con elementi patrimoniali molto rilevanti». Un futuro che vedrà Bellaveglia al timone, affiancato alla vicepresidenza da Ettore Lonati, socio storico di Hopa e compagno di scalate di Emilio Gnutti. I due avranno tutte le deleghe.
Ma in Hopa sembrano credere anche i soci finanziari Mps, Unipol, Bpi e Antonveneta che hanno inserito uomini di peso nel board, salito da 17 a 21 membri. Oltre a Bellaveglia, vicepresidente uscente di Mps, nel cda siederanno gli ad di Antonveneta, Piero Montani, e di Bpi, Divo Gronchi, nonché Carlo Cimbri, direttore finanziario di Unipol. I quattro siederanno inoltre nel comitato esecutivo insieme ai rappresentanti di Fingruppo e dei soci bresciani Ettore Lonati, Leonardo Bossini, Alfredo Prisco e Claudio Zulli (il commercialista, vicino al ministro del Tesoro Giulio Tremonti, che ha seguito le operazioni straordinarie di Hopa durante la gestione Gnutti). Nel cda siederanno, tra gli altri, Tiberio Lonati, Giusepe Lucchini e Romano Marniga, confermato ma non più nel ruolo di ad che aveva ricoperto per tutti gli anni dell’era di Emilio Gnutti.