Olimpia, Pirelli rompe con Hopa disdetto il patto

Via libera del cda al divorzio. Tronchetti: «Sciolta l’intesa» Fingruppo vota l’aumento di capitale da 100 milioni

Angelo Allegri

da Milano

Pirelli rompe gli indugi sul caso Olimpia. Il consiglio di amministrazione della società ha dato il via libera alla disdetta del patto con Hopa nel caso le trattative non portino nei prossimi giorni a risultati concreti. La decisione è arrivata nello stesso giorno in cui l’assemblea di Fingruppo, la finanziaria bresciana che con una quota superiore al 30% è il primo azionista di Hopa, ha deliberato un aumento di capitale da 100 milioni, escludendo ogni disimpegno dalla partecipata.
La presa di posizione di Pirelli appariva ormai scontata dopo le durissime dichiarazioni del numero uno Marco Tronchetti Provera sull’operato di Chicco Gnutti e sulla impossibilità di proeguire il rapporto con Hopa. Nei giorni scorsi Tronchetti aveva poi aggiunto di aver dato incaricato all’avvocato Guido Rossi di valutare la possibilità di procedere per truffa a proposito delle manovre sul titolo Telecom prima dell’acquisto di Pirelli, manovre a cui, nelle ipotesi avanzate da alcuni organi di stampa, Hopa non sarebbe estranea. In una intervista concessa a Clemente Mimun nel «DopoTg1» il numero uno della Pirelli ha detto che l’accordo che regola attualmente la vita di Olimpia (che possiede il 18% di Telecom e nel cui capitale figurano Pirelli con il 57,7%, Hopa con il 16%, Intesa e Unicredit con il 4,77% ciascuno) è destinato a sciogliersi. «Noi costruiremo forse un patto con le banche», ha detto. «Se non sarà possibile, acquisiremo la partecipazione e andremo avanti con Benetton a condurre le nostre responsabilità nel gruppo». Tronchetti ha poi ripetuto il suo giudizio sulle operazioni finanziarie dell’estate: «Credo che ci sia stato un tentativo non solo di prendere banche, ma anche di prendere imprese come Telecom e Fiat. Un grande disegno in cui era coinvolta anche la politica, un disegno in cui vi erano al centro dei malfattori».
L’altro ieri il consiglio di amministrazione di Hopa aveva respinto all’unanimità le proposte sin qui avanzate da Pirelli. Il consulente della Bicocca Bruno Ermolli aveva presentato un’ipotesi che prevede la liquidazione della quota di Hopa in Olimpia. Hopa invece rileverebbe la quota di Pirelli in un’altra società, Holinvest, di cui ha già l’80%, e che a sua volta controlla il 3,6% di Telecom. La finanziaria bresciana rimarrebbe così come secondo azionista di Telecom, restando coinvolta nella gestione grazie a una riscrittura degli accordi di sindacato. Il tutto però in cambio della rinuncia al premio di 208 milioni che spetterebbero a Hopa in caso di divorzio da Olimpia. La soluzione ha il grosso limite di condannare i bresciani a formalizzare le salate minusvalenze sulla quota in Olimpia (si parla di quasi un miliardo). Pirelli ha espresso la volontà di continuare a dialogare con le banche che rappresentano gli azionisti di Hopa e la stessa finanziaria bresciana in una nota ha espresso fiducia e tranquillità sugli esiti della «pur complessa trattativa». La data dell’8 febbraio, però, scadenza ufficiale dell’accordo, è ormai vicina.
Quanto a Fingruppo, ieri a parlare è stato il nuovo presidente, l’avvocato Cesare Vecchio, che ha smentito le voci di una possibile uscita da Hopa e l'ipotesi di scissione della finanziaria. «Non è stata nemmeno presa in considerazione». L’assemblea non ha affrontato il tema del rappresentante per il cda di Hopa al posto di Emilio Gnutti. «Probabile però - ha detto l’ad Diego Rivetti - che un candidato sarà scelto prima del prossimo cda di Hopa del primo febbraio». Resta aperta l’ipotesi di una candidatura dello stesso Vecchio.