Olimpiade 2016, Milano avanza

Claudio De Carli

Questa mattina l’Assessore allo sport Aldo Brandirali vola a Roma per incontrare il presidente del Coni Giovanni Petrucci e, di contrappasso, anche il sindaco di Roma Walter Veltroni.
L’appuntamento è al Foro Italico sede del Coni dove ai rappresentanti delle due città verrà consegnato un questionario da compilare e riconsegnare: «Il secondo atto formale della candidatura olimpica della città - ha precisato Aldo Brandirali -. È la conseguenza della lettera del sindaco Gabriele Albertini al Coni che ha mantenuto viva la candidatura italiana. Il questionario verrà consegnato sia a Roma che a Milano e questo ci sorprende perché avevamo preso atto che la candidatura romana non era stata reiterata mentre la nostra è viva da oltre un anno».
Quindi la questione si fa seria, un altro passo decisivo che potrebbe portare Milano sede dei Giochi del 2016: «Il questionario che ricevo dalle mani di Petrucci e girerò immediatamente in quelle del sindaco, diventerà il nostro punto di riferimento per iniziare quell’opera di progettazione che ci impegna a fare tutto quanto è nelle nostre possibilità per tenere viva questa candidatura - ha continuato Brandirali -. Ora si tratta di individuare le persone adatte a questo progetto, un comitato d’onore che avrà l’incarico di trovare le giuste alleanze, quell’area di persone e cariche istituzionali che dovrà dare la spinta giusta negli ambienti giusti. Poi un comitato scientifico che dovrà valutare tutte le problematiche relative a un impegno così importante».
Il Coni deciderà a gennaio fra Roma e Milano, ma questo non deve diventare un duello ma solo una splendida opportunità per costruire strutture sportive all’altezza di una candidatura olimpica. Roma ha ancora gli impianti delle Olimpiadi del 1960, fu un’edizione storica e ben organizzata, la capitale ha dei vantaggi che Milano non ha: esperienza, stadi, fama, il potere politico a una manciata di passi.
Milano deve superarsi, ma soprattutto deve mettere mano a cazzuola e carriole, manca tutto, illudersi del contrario è voler farsi del male. L’elenco degli impianti assenti è di gran lunga superiore a quello dei presenti, manca soprattutto un Villaggio dello Sport, il cuore dell’Olimpiade.
Un villaggio che l’assessore allo sport ha da tempo individuato nella zona di Rogoredo, tre milioni di metri quadrati disponibili dopo l’acquisto fatto dal Comune dei terreni di proprietà del Consorzio Cremona. «Si tratta ora di far partire il concorso internazionale di progettazione per un complesso impiantistico che risolva alcune carenze, innanzitutto una struttura che possa ospitare grandi eventi, una piscina olimpionica, terreni per il golf e per l’ippica, in particolar modo per il trotto. Un villaggio in cui possano trovare sede uno stadio olimpico e un velodromo. Delineando i contenuti del futuro Villaggio dello Sport di Rogoredo - ha precisato l’assessore -, ci prepariamo a far partire una gara internazionale di finanza e progettazione che dovrà riunire le richieste del sistema sportivo con le ragioni di investimento capaci di remunerare la parte sportiva in un unitario passo gestionale».
Parole grosse, intanto oggi la consegna a Roma del questionario a Brandirali, il sogno prende forma con l’impegno di non continuare a dormire.