Olimpiade 2020, una sfida da 15 miliardi In palio 2 di ricavi e 13 di indotto Ecco gli impianti e le infrastrutture

Roma stravince il derby con Venezia. E ora si fa sul serio. La Città Eterna inizia la corsa per i Cinque cerchi che la vede in competizione con Tokyo, Istanbul, Madrid, San Pietroburgo per aggiudicarsi nel 2013 i Giochi. È una sfida che si combatte con stadi e infrastrutture sportive moderne e capienti, ma anche con collegamenti di trasporto adeguati, strade, parcheggi, strutture ricettive e commerciali all’altezza.
Come sarà la capitale nel 2020? Tre le principali aree dove saranno localizzate le gare sportive. La più importante, a Nord della città, è il Parco Olimpico, che comprende: la zona di Tor di Quinto, dove sorgerà il nuovo stadio del tennis; il Foro Italico con lo Stadio Olimpico (per l’atletica e la finale di calcio) e lo Stadio del Nuoto; l’Acquacetosa per il pentathlon moderno, l’hockey e il tiro con l’arco; lo Stadio Flaminio per il rugby. Direttamente collegate al Parco Olimpico sul piano logistico anche le aree di Piazza di Siena (equitazione), Circo Massimo (beach volley), Olgiata (golf), e il bacino remiero di Settebagni (canoa e canottaggio). Fra gli argini del Tevere e le colline di via Flaminia e via Cassia, e precisamente sui 60 ettari oggi dell’Esercito, nascerà il Villaggio Olimpico, con 16mila posti letto destinati ad atleti, tecnici, dirigenti. A Saxa Rubra sorgerà il Villaggio Media, che ospiterà 5mila giornalisti e operatori televisivi.
Il secondo polo olimpico è previsto, invece, a Tor Vergata, dove attualmente sono in stato di avanzata costruzione i due Palazzi dello Sport, che verranno utilizzati per la pallavolo, la ginnastica artistica, la pallacanestro. L’impianto sarà completato nel 2013. A Sud-ovest della città, infine, alla Fiera di Roma si disputeranno le gare di ginnastica ritmica, judo, lotta, pallamano, pugilato, scherma, sollevamento pesi, taekwondo e tennis-tavolo. Ostia ospiterà le gare di vela e nuoto di fondo; i Pratoni del Vivaro la mountain bike. Il Colosseo farà da sfondo all’arrivo della maratona. Roma vanta già costruito il 70 per cento delle strutture sportive: non è poco, se paragonato alla corsa affannosa di Pechino 2008. Altro punto di forza, il tempo massimo per andare da un campo all’altro: appena 14 minuti.
E veniamo alle infrastrutture. A dicembre 2011 finiranno i lavori sulla tratta Bologna-Conca d’Oro della linea B1 della metropolitana, già nel 2012 la linea (5 km) arriverà a viale Jonio. Nel 2013, invece, entrerà in esercizio la tratta Pantano-San Giovanni della Metro C (18,5 km). Per il 2020 probabilmente sarà in funzione almeno un tratto della Metro D. Roma, quindi, per i Giochi disporrebbe di quattro linee di metropolitana. Per il 2020 sarà anche raddoppiato lo scalo aereo di Fiumicino, che salirà da 38 a 80 milioni di passaggi all’anno. «Per allora avremo realizzato altre infrastrutture fondamentali, dal completamento dell'anello ferroviario alle opere di bonifica lungo il Tevere», assicura Aurelio Regina, presidente dell’Unione Industriali e membro del comitato Roma 2020. Ma non basta. In previsione ci sono anche: il secondo polo turistico; la nuova stazione Tiburtina per l’Alta velocità; il potenziamento della ferrovia Roma-Viterbo; il raddoppio della Tiburtina. E un grande sogno: il rilancio della navigazione del Tevere. Il budget per la candidatura di Roma 2020 è di 45,1 milioni di euro. Per l’organizzazione dei Giochi i costi previsti, invece, sono pari a 1,9 miliardi. Il ricavato, fra sponsor, spettatori (9 milioni di biglietti), diritti televisivi, è stimato in 1,8 miliardi. L’Olimpiade genererà un indotto economico di 13 miliardi, 70mila nuovi posti di lavoro, e un aumento del turismo del 20 per cento.