Olimpiade, si decide a gennaio Roma in vantaggio su Milano

Ottavio Cinquanta (membro Cio e Coni): «La capitale ha già organizzato i Giochi, ha più impianti e un maggiore riscontro all’estero»

Claudio De Carli

«Avevo già espresso tempo fa il mio scetticismo sul comportamento di Milano. Sono anni che dichiara di avere fame, resta davanti alla vetrina e non entra mai nel negozio a comprarsi da mangiare. Da quella vetrina è passato Veltroni, è entrato e ora Roma parte avanti».
Ottavio Cinquanta, milanese, membro esecutivo del Cio e del Coni, presidente della federazione mondiale di pattinaggio, è la più alta e rappresentativa carica in Italia. Ieri era a Roma durante la riunione al Foro Italico della Giunta del Coni che ha preso in esame la proposta del sindaco Albertini sulla candidatura di Milano per i Giochi del 2016.
Ci scusi, perché Roma parte da una posizione di privilegio nella candidatura olimpica rispetto a Milano?
«Perché ha già gli impianti, ha già organizzato un’Olimpiade, ha un maggiore riscontro a livello internazionale, quindi ha una meritata priorità».
Lo dice per scuotere l’orgoglio dei milanesi?
«Milano ha presentato una sua proposta il 30 luglio 2003. Ieri ero a Roma e mi sono sentito dire che Milano presentava una candidatura, quando in effetti è stata Roma ad arrivare dopo. Ma la lettera di Albertini al Coni è arrivata giovedì, non due anni fa e questo mi sembra molto indicativo».
Che clima c’era in Giunta Coni ieri mattina?
«Grande sorpresa per la lettera inviata dal sindaco Albertini al presidente Petrucci. Nell’ambiente romano questa lettera è stata devastante, ma non si può ridurre tutto a una bega fra Roma e Milano».
Lei è intervenuto?
«Ho preso la parola e ho caldeggiato, con il presidente Petrucci in perfetto accordo, una commissione interna del Coni con lo scopo di evitare inutili dualismi e valutare queste due candidature. Una commissione valutativa che avrà all’interno rappresentanti delle due città. Non sta a me dire se il rappresentante dovrà essere il sindaco».
L’ennesima commissione?
«L’obiettivo è prioritario: far conoscere a Roma e Milano tutti i rischi, i costi, le incombenze e le difficoltà di una candidatura olimpica. La commissione avrà il compito di esaminare con le due città tutti questi aspetti, quindi ognuna potrà valutare la propria situazione. Potranno ritirarsi entrambe o proseguire, ma non potranno venirci a dire che non si aspettavano tutti questi problemi. La sola presentazione di una candidatura costa dai 30 ai 40 milioni di euro. Parigi, poi bocciata, per presentarla a Singapore ne ha spesi di più».
I passi successivi quali sono?
«Il Cio, il comitato olimpico internazionale, vuole una sola candidata per nazione, questo non possiamo scordarcelo. Bisogna decidere e occorre farlo in fretta, credo sia difficile farlo entro l’anno, ma al più tardi a gennaio la candidata unica italiana deve essere nota. Nell’ambito del Coni è il Consiglio nazionale che avrà il compito di scegliere, poi a maggio del 2007 il Cio invierà una lettera a tutti i comitati olimpici di ogni nazione affiliata invitandoli a presentare una eventuale proposta per i Giochi del 2016. Nel luglio del 2007 il Coni dovrà inviare a sua volta al Cio le decisioni: nome della candidata e 150mila dollari come cauzione».
Finito?
«No, a questo punto la città verrà investita direttamente. Il Cio invierà al sindaco della città designata un questionario da compilare con molta attenzione, è la prima scrematura».
Ora cosa deve fare Milano?
«Spingere il suo progetto. Non può limitarsi a ripetere: siamo bravi, saremo bravi. La città deve mettere in piedi una squadra forte in grado di vincere, deve far crescere nell’opinione pubblica la convinzione di potercela fare, bisogna essere convinti. Se Roma parte da una posizione privilegiata è anche colpa di Milano, troppe tavole rotonde e poca concretezza, e poi basta con i grandi campioni del passato, li rispetto, ma le loro medaglie le hanno già vinte, che significato possono avere all’interno di una squadra che deve vincere una candidatura? È imbarazzante anche per loro, eppure vengono regolarmente scomodati per presenziare e cose del genere. Milano è troppo agganciata ai suoi vecchi campioni, deve costruirsi un’altra prospettiva e deve avere chiaro in testa che se poi non vince avrà buttato energie e denaro».
Quante probabilità ha?
«Dipenderà dalla sua convinzione».