Olimpiadi 2016, da Montecitorio un sì «bipartisan»

Approvata la mozione Alemanno per appoggiare la candidatura della capitale

Andrea Cuomo

Un piccolo passo in avanti verso la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2016 è giunto ieri da Montecitorio. La Camera dei Deputati ha votato in favore della mozione «bipartisan» di cui è primo firmatario Gianni Alemanno (An) con 245 sì, 13 no (della Lega) e due astenuti. Il testo impegna il governo «ad assumere ogni possibile e immediata iniziativa per far sì che la candidatura della città di Roma come sede dei giochi olimpici del 2016 sia condivisa, sostenibile, utile e competitiva; ad assicurare alla candidatura di Roma tutti i supporti finanziari e tutte le garanzie generali che possano successivamente consentire al Coni ed al Coi di valutare al meglio la candidatura stessa ed assumere le decisioni conseguenti; ad individuare e porre in essere tutte le iniziative e gli strumenti anche normativi e politici che consentano alla candidatura della capitale, una volta ratificata, di essere competitiva nel confronto internazionale con le altre grandi metropoli che si contenderanno l’assegnazione delle Olimpiadi 2016».
Sia chiaro, le Olimpiadi restano lontane, molto lontane. E non solo perché mancano dieci anni al loro svolgimento e tre alla decisione del Cio sulla loro assegnazione. A pesare negativamente sulle reali possibilità che i Giochi della XXXI Olimpiade si svolgano di nuovo nella Città eterna, 56 anni dopo quelle magnifiche del 1960, c’è che la precedente edizione, quella del 2012, è stata assegnata a Londra. E la geopolitica del Comitato olimpico internazionale di fatto esclude che due edizioni successive dei Giochi si svolgano sullo stesso continente. Circostanza che non si verifica dalla doppietta Londra 1948-Helsinki 1952. Altri tempi, tempi in cui sullo scacchiere dello sport (e dell’economia) internazionale non si erano ancora affacciati l’Asia, l’Africa, l’Oceania: continenti da accontentare, mercati da conquistare, sponsor da sedurre.
Insomma, Roma non deve illudersi. Anche se ieri più d’uno ha usato toni quasi trionfalistici ad accogliere il sì di Montecitorio. A partire, naturalmente, dallo stesso Alemanno, che chiede al governo di passare presto dalle parole ai fatti: «Adesso - dice l’ex ministro - ci rivolgiamo direttamente al ministro Melandri e al governo, perché in Finanziaria vengano stanziate le risorse per la creazione di un comitato promotore che raccolga le energie sociali, economiche e politiche e che lavori per questa candidatura». Appello sottoscritto anche da Luciano Ciocchetti, responsabile nazionale Udc per lo sport: «Il governo dimostri subito il suo impegno per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2016 e presenti un emendamento alla Finanziaria che in concreto lo faccia scendere in campo per far vedere che a questa candidatura crede veramente». Ciocchetti si dice ottimista sulle prospettive di successo della candidatura di Roma, «a patto - precisa - che tutto il Paese si schieri a 360 gradi in favore della sua candidatura».
Soddisfatti anche gli esponenti degli enti locali. Dal sindaco Walter Veltroni, che parla di «decisione importante per la città di Roma, il frutto di un lavoro collettivo, costruito insieme alle istituzioni e a tutte le forze politiche»; al presidente della Provincia Enrico Gasbarra, che usa una metafora sportiva parlando di «primo importante gradino del podio di un grande progetto che speriamo possa far vincere la Capitale, ma soprattutto l’intero Paese». E Fabio Rampelli, deputato di An, vede in questo sì «migliore risposta che il Parlamento potesse dare alla disgrazia che martedì ha sconvolto la capitale».