Olimpiadi, argento per Piller nella 15 km di sci di fondo

L'azzurro regala il primo secondo posto all'Italia ai Giochi. Nella gara d'apertura del programma dello sci di fondo si piazza alle spalle dello svizzero e conquista l'argento. Male le donne e la libera maschile

Whistler Mountain - Piller parte forte, tiene duro e chiude alla grande. L'azzuro mette subito un punto esclamativo sul medagliere del fondo italiano. Pronti via, la 15 km a tecnica libera e Pietro Piller Cottrer, 35 anni di grinta, talento e tenacia inossidabile, infila l'argento d'eccezione. L'avvio, primo del gruppo rosso (dunque con tutti i migliori alle spalle con nessun riferimento cronometrico durante il percorso), è sparato. Ma Piller ha la miccia lunga, non esplode a metà gara. Anzi rimonta. Passa prima il francese Vittoz, poi il ceco Bauer. Al termine della prima fatica dei fondisti azzurri si arrende soltanto allo svizzero Cologna, un missile sulla neve canadese. Questa è la prima medaglia d'argento per l'Italia alle Olimpiadi di Vancouver 2010.

Male gli uomini in discesa libera Brutta Italia, grande Svizzera, inossidabile Miller. La discesa olimpica è svizzera per merito di Didier Defago, 32anni e tre vittorie in coppa del mondo. A sette centesimi si lascia il colosso norvegese Aksel Svindal e a nove l'americano Bode Miller. Per l'Italia discesa amara: non si va più in là del 12esimo posto di Werner Heel, con 88 centesimi di ritardo. Solo per metà gara Christoh Innerhofer illude tutti facendo sognare il colpo magico. In ritardo di soli otto centesimi al primo intermedio, addirittura in vantaggio di quattro al secondo, ma già al terzo, nella pancia della pista Dave Murray, si perde nei grandi curvoni. E chiude 19esimo con più di un secondo di ritardo, alle spalle di Heel e Fill (14esimo).

Deludono le donne del fondo Non è buona la prima per le donne del fondo. Nella 10 km a tecnica libera la migliore delle azzurre, Arianna Follis, si è piazzata solo 11esima. Peggio ancora le altre: 14esima Silvia Rubil, 17esima Sabina Valbusa, 18esima Marianna Longa. Una delusione perché alla vigilia c'era speranza di medaglia. Vince la svedese Charlotte Kalla, 23 anni, già terza ai Mondiali di Liberec, in Repubblica Ceca. Si è imposta davanti alla estone Kristina Smigun-Vaehi (due ori a Torino) e alla norvegese Marit Bjoergen. Arianna Follis ce l'ha messa tutta, "ma fin dalla prima salita mi sentivo impallata, come se non riuscissi a prendere il ritmo". L'azzurra fin dalle prime battute ha capito che le avversarie erano più forti. Troppo più forti. "Quelle andavano come treni", ha candidamente ammesso Marianna Longa. Troppo sostenuto il ritmo imposto alla gara dalla Kalla, che ha dominato fin dal primo rilevamento ed è sempre stata in testa.