La cinese Fu Yanhui colpisce ancora: "Ho nuotato male, avevo il ciclo"

Già virale per l'intervista a bordo vasca dopo il bronzo, l'atleta asiatica diventa beniamina in Patria per aver rotto l'ultimo tabù sportivo. A Rio i cinesi tornano "umani" e dicono addio al protocollo di comportamento

Il nuoto femminile, a Rio, ha consacrato una nuova stella. Probabilmente non sarà una campionessa devastante, né sarà mai una Phelps in gonnella, ma la cinese Fu Yuanhui è già diventata una celebrità in Patria.

La nuotatrice, assurta agli onori della fama per l’intervista concessa subito dopo il bronzo da lei conquistato nei 100 individuali di dorso e immediatamente diventata virale, è di nuovo salita in cima ai trend topics asiatici. E lo ha fatto scusandosi per aver “affondato” la staffetta femminile cinese del 4x100 misto che ha mancato per un soffio il podio piazzandosi quarta.

Come riporta il Guardian, che ripercorre il clamore che la dichiarazione ha fatto sui social frequentati dagli internauti cinesi, la Fu ha spiegato (ancora una volta da bordo vasca e ancora una volta ai microfoni della tv di Stato cinese Cctv): “Non penso di aver fatto una buona prestazione. Ho rallentato le mie compagne. Avevo mal di stomaco, mi è venuto il ciclo ieri e mi sentivo molto stanca. Ma non cerco scuse, non ho nuotato bene”. Ingenuità, forse. Fatto sta che a Pechino non si parla d'altro: un'atleta, che piena d'adrenalina ha festeggiato la medaglia, ora chiede perdono sbrindellando il tabù delle mestruazioni femminili.

Fu Yuanhui, vent’anni, occhiali cerchiati e sorriso smagliante rappresenta la punta di diamante del (nuovo) corso comportamentale degli atleti della Repubblica Popolare Cinese. A Rio, anche la Cina ha abbandonato il basso profilo, il grigio codice da esempio di Stato per le giovani generazioni. La richiesta di matrimonio, subito dopo la gara di tuffi, alla campionessa He Zi da parte del fidanzato, tuffatore pure lui, Qin Kai ha rappresentato una bellissima scena che, in altri tempi, sarebbe stata pesantemente sanzionata dai bacchettoni della moralità. Oggi pure la Cina si “apre” a comportamenti più aperti e meno ingessati da parte dei suoi atleti. E il pubblico, in Asia, apprezza. E molto.