Olimpiadi, l'ipotesi boicottaggio divide l'Europa

I 27 sono divisi. La Francia guida il
drappello dei Paesi più determinati a lanciare un forte segnale alle autorità cinesi per il
rispetto dei diritti umani. La Germania frena. D'Alema: "Le iniziative sono efficaci se discusse a livello europeo"

Brdo (Slovenia) - Il possibile boicottaggio della cerimonia di apertura delle Olimpiadi cinesi, in segno di protesta contro la repressione esercitata dalla Cina in Tibet, sarà preso in esame dai ministri degli esteri della Ue che oggi e domani si riuniscono informalmente a Brdo (Slovenia). I 27 sono divisi sul boicottaggio. La Francia, con il presidente Nicolas Sarkozy, guida il drappello dei Paesi più determinati a lanciare un forte segnale alle autorità cinesi per il rispetto dei diritti umani e un maggior dialogo con il Tibet.

Il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner presenterà ai colleghi il testo di una dichiarazione che dovrebbe essere adottata collegialmente entro domani. Improbabile però che passi la linea più dura. "Non credo che questo sia il momento giusto" per parlare del boicottaggio della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici, ha frenato il ministro tedesco Frank-Walter Steinmeier, parlando con i giornalisti al suo arrivo a Brdo. "Un boicottaggio non è di aiuto né alla Cina né alle associazioni sportive". Steinmeier ha riferito che né lui, né il cancelliere e neppure il ministro degli Interni Schauble (che è anche titolare per lo sport) hanno previsto "in ogni caso" di andare a Pechino l’8 di agosto.

"Non possiamo cancellare un appuntamento che non abbiamo neppure previsto", ha detto. Per il ministro tedesco, è comunque impossibile pretendere che le Olimpiadi siano ospitate solo dai "Paesi buoni. Al contrario - ha affermato - devono potere essere fatte dappertutto". Per Steinmeier, i Giochi olimpici costituiscono una buona occasione per contribuire all’apertura e alla trasparenza dei Paesi.

A fianco della Francia, si sono però già espressi diversi altri esponenti europei. Il presidente della Repubblica ceca Vaclav Klaus ha annunciato che diserterà la cerimonia di apertura dei Giochi e lo stesso hanno fatto il premier polacco Donald Tusk, e il presidente dell’Estonia Toomas Hendrik Ilves. Sul fronte contrario, i ministri esteri di Danimarca e Cipro che hanno dichiarato che si opporranno all’ipotesi del boicottaggio della cerimonia dell’8 agosto.

"La questione dei giochi olimpici dovrebbe restare fuori dalla politica. Sono due questioni separate", ha motivato il ministro cipriota Markos Kyprianou. Un invito alla cautela è giunto dall’Austria. "È importante non limitare la questione del rispetto dei diritti dell’uomo in Cina e in Tibet esclusivamente alla presenza alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici", ha detto il ministro austriaco Ursula Plassnik, parlando alla radio nazionale. Plassnik si è augurata una posizione unanime tra i 27 per inviare a Pechino un messaggio "di fermezza e pazienza" in grado di persuadere la Cina di riprendere il dialogo con il Dalai Lama, "simbolo di una politica non violenta".

Da parte sua, il ministro degli Esteri Massimo D’Alema (che non partecipa ai lavori della riunione di Brdo) da Napoli ha affermato che "le iniziative per il Tibet sono efficaci se discusse a livello europeo, non se c’è una rincorsa di singole dichiarazioni che rischiano soltanto di creare confusione". Oltre al Tibet e alle ricadute sulle Olimpiadi, i ministri esamineranno la situazione nei Balcani, gli ultimi sviluppi in Medio Oriente e le relazioni dell’Unione europea con la Russia, in vista del vertice bilaterale del prossimo giugno, il primo con la presidenza di Dmitry Medvedev.

Svezia, Portogallo e Spagna contrari I ministri degli esteri di Svezia, Portogallo e Spagna si sono pronunciati oggi contro il boicottaggio dei giochi. Interpellato sulla questione al suo arrivo al vertice Ue di Brdo, in Slovenia il ministro svedese Carl Bildt ha risposto: "No. Non ho mai pensato che il boicottaggio sia uno strumento utile in politica estera, dobbiamo avere strumenti più efficaci che la partecipazione o meno a una cerimonia sportiva. E in questa vicenda non abbiamo altre vie che il dialogo". Il portoghese Luis Amado ha detto che "non è il momento» di discutere di boicottaggio, mentre il collega spagnolo Miguel Angel Moratinos ha detto di essere «assolutamente contrario" al boicottaggio.

Il portoghese Luis Amado ha detto che "non è il momento" di discutere di boicottaggio, mentre il collega spagnolo Miguel Angel Moratinos ha detto di essere "assolutamente contrario" al boicottaggio. "I giochi olimpici - ha detto lo spagnolo - sono il momento migliore per creare una piattaforma contro le crisi, per mettere in campo un dialogo politico".