Olimpiadi o no, guai a farsi male

Al Sestriere, sede dei giochi olimpici invernali, c’è il divieto di infortunio! E ora vi spiego perché.
Sono trent'anni che frequento codesta località sciistica e ne conosco pregi e difetti. Purtroppo tirando le somme ho dovuto constatare, durante le «ultime vacanze» natalizie, che i difetti sono diventati veramente tanti e tali che vedranno costretto me, la mia famiglia ed un gruppo di amici che da anni incontravamo sul «colle» a cambiare meta!
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'ultimo episodio occorsomi il 28 dicembre.
Giornata freddissima (-16° sotto zero). Ho deciso di non sciare: poche piste aperte (ma costo dello ski pass invariato), neve ghiacciata, grande caos per la preparazione delle future gare olimpioniche. Il rischio di infortunio mi era sembrato troppo alto: meglio fare quattro passi!
Dopo averne fatti solo... tre scivolo irrimediabilmente su una placca di ghiaccio (che il Comune non aveva rimosso ) e mi rompo un polso! Dal momento che sono un medico (pure ortopedico) mi sono fatto immediatamente la diagnosi.
Fin qui tutto, o quasi, liscio. Mia moglie chiama immediatamente il 118 chiedendo un'ambulanza. Comincia ora il bello: «Signora - si sente rispondere - l'ambulanza la possiamo mandare da Villar Perosa (bel paesino a circa cinquanta chilometri più a valle!) e provvederemo a trasportare l'infortunato o a Briançon (paesino francese) o a Susa o a Pinerolo!».
Perché tanti chilometri??? Strano ma vero, in una località sciistica rinomata come il Sestriere non solo non c'era un'ambulanza (indispensabile visto che i frequentatori di quella località non vanno lì per raccogliere viole, ma per praticare uno sport che comporta rischio infortuni!), ma non esiste neppure un Primo Soccorso!
Io mi sentivo male, ripetutamente sono stato lì lì per svenire. Finalmente, nel caos generale, a una nostra conoscente viene in mente che c'è un ambulatorio traumatologico «privato». Mia moglie telefona... ed io ho potuto avere le prime cure!
Quanto scritto sopra non è una brutta favola, è un fatto realmente accaduto: al Sestriere solo se paghi hai diritto ad avere un «po'» di assistenza. È sotto gli occhi di tutti la pubblicità che viene pagata per quella località soprattutto in occasione delle Olimpiadi: sole, piste meravigliose, neve fantastica paesaggi da sogno... dovrebbero aggiungere: riservate ai soli turisti sani o che in caso di necessità possono contare su una Assicurazione o su una carta di credito!!!
Complimenti ai responsabili!