Olimpiadi, è polemica sui premi del Coni

Vezzali: "Noi non siamo come i calciatori, i nostri guadagni non sono stratosferici: sarebbe giusto detassare i premi invece che versarne la metà". In Cina sono già defiscalizzati, in Australia chi vince una medaglia d'oro finisce sui francobolli

Pechino - Non si vive di sola gloria. E anche se la gloria è quella delle Olimpiadi, non è sufficiente per sbarcare il lunario. Il Coni, infatti prevede un premio in denaro per gli atleti che riescano a salire sul podio. Premio che per la ventinovesima edizione dei Giochi è stato aumentato di 10 mila euro per ogni categoria, portando l'oro a 140 mila euro, l'argento a 75 mila e il bronzo a 50 mila. Un bel gruzzolo, certo, ma c'è la beffa. Il premio, seppur olimpionico, rimane un'"entrata" e il fisco, indifferente alle glorie dello sport, provvede alla tassazione. Così il premio si dimezza. Davanti a questo miracolo al contrario gli atleti rischiano di perdere la proverbiale calma "olimpica".


D'Aniello: detassare i premi come in Cina
"Ho saputo che tutti i premi che vengono dati agli atleti cinesi che qui vincono una medaglia sono completamente detassati - ha spiegato Francesco D’Aniello, forte di una medaglia d'argento appena ritirata nel tiro a volo -. Rivolgo allora un appello al Parlamento italiano affinchè faccia altrettanto, approvando la proposta di legge presentata circa un mese fa dal nostro presidente Luciano Rossi, che è anche un deputato, di defiscalizzare i premi olimpici del Coni, equiparandoli ai premi di produzione e agli straordinari". L'atleta azzurro ha parlato della proposta della Pdl arrivata in Parlamento: "Spero che approvi presto questa proposta - dice D’Aniello - perchè sarebbe una cosa giusta. Quando stavo in pedana non pensavo certo ai soldi, ma poi riflettendoci a mente fredda dico che non è bello ricevere solo il 50% di ciò che ti viene promesso. Noi del tiro, ma vale per tanti altri sport, non guadagniamo molto. E sarebbe giusto che almeno i premi olimpici per chi vince una medaglia non venissero tassati, come fanno qui in Cina".

Vezzali "Noi non siamo come i calciatori, i nostri guadagni non sono stratosferici: sarebbe giusto detassare i premi per le medaglie olimpiche, e non versarne la metà". Valentina Vezzali ha rilanciato così la polemica alzata da Francesco D'aniello.

La judoka contro la tassazione
Il dimezzamento del premio, sudato e guadagnato in quattro anni di duro lavoro, non va giù nemmeno a Giulia Quintavalle, l'atleta livornese medaglia d'oro nel Judo. "Abbiamo portato in alto l’Italia, siamo stati meritevoli: avere un premio dimezzato dalle tasse è un dispiacere. Loro non sanno i nostri sacrifici" ha fatto eco Quintavalle all'appello di D'Aniello. "Non voglio privilegi a livello fiscale - concluso-, ma forse per noi atleti un pò di attenzione in più, quando lo meritiamo, dovrebbe esserci".

Petrucci fa sponda "La proposta di detassare i premi degli atleti azzurri deve essere portata avanti". Lo ha detto il presidente del Coni Gianni Petrucci. Ovviamente "se il ministro Tremonti è d’accordo", ha proseguito.

Ai bielorussi salsicce tutte la vita
Oro in cambio di salsicce. Certo, la gloria, i trionfi e le medaglie danno la fama. Ma la fame, quella è un'altra cosa. Così , in Bielorussia, un produttore di carne ha annunciato di aver trovato il modo migliore per motivare gli atleti dell’ex repubblica sovietica alle Olimpiadi: offrire a chi vincerà una medaglia d’oro un rifornimento di salsicce per tutta la vita. "Non abbiamo ancora definito come funzionerà. Ma una o due volte al mese, forniremo agli atleti alcuni dei nostri prodotti", ha detto all'agenzia di stampa Reuters Boris Tsiporin, direttore dell’azienda Belatmit. Una particolare forma di galanteria sarà riservata alla squadra di basket femminile, beniamina del pubblico bielorusso: per loro qualsiasi medaglia frutterà loro salsicce a vita. Se le salsiccenon dovesero bastare, ai vincitori dell’oro, altri sponsor pagheranno 100.00 dollari, che saranno 50.000 per l’argento e 30.000 per il bronzo.

Per gli australiani francobolli in 48 ore Un francobollo con la propria effigie realizzato a tempo di record. E' il premio aggiuntivo per gli atelti australiani che torneranno nella terra dei canguri con una medaglia d'oro al collo. In due giorni il valore bollato viene realizzato, autorizzato, distribuito e gli atleti finiscono sulle buste australiane. Il valore dei francobolli è di mezzo dollaro australiano (circa 0,30 euro). Le poste di Melbourne ne hanno già realizzati tre per le medaglie d’oro nel nuoto femminile con i volti sorridenti di Stephanie Rice (400 misti), Libeth Trickett (100 farfalla), Leisel Jones (100 rana). Un'iniziativa analoga è stata lanciata anche nel paese ospite dei ventinovesimi giochi. China Post ha provveduto alla realizzazione di confezioni di nove francobolli con le medaglie e l’effigie dell’atleta.

Premi milionari all'ombra della muraglia Chi riuscirà a scalare il gradino più alto del podio potrà portarsi a casa fino a un milione di yuan (quasi centomila euro). Un montepremi molto più alto rispetto a quello stanziato per Atene 2004, quando per una medagli d'oro il regime di Pechino non sborsava più 200 mila yuan. Quest'anno il minimo previsto per un primo posto sarà 300 mila yuan, con vette di un milione per le gare più impegantive.