Olimpiadi, polemiche sull'apertura Frattini: "Gli azzurri sfileranno"

Gasparri e la Meloni invitano gli sportivi a imitare l'atleta tedesca Imke Duplitzer, che non prenderà parte alla cerimonia inaugurale dei Giochi per protesta contro il mancato rispetto dei diritti umani. Ma il ministro degli Esteri esclude proteste ufficiali dei nostri atleti: "Nessuno può politicizzare i giochi". Veltroni: "Disertare non serve"

Roma - Gli azzurri sfileranno. "Le Olimpiadi sono un grande festa dello sport che nessuno vuole politicizzare. Gli atleti italiani sfileranno regolarmente" alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici. Franco Frattini, taglia corto, ed esclude che la bandiera italiana non sarà sulla pista dello stadio di Pechino l’8 agosto. Quanto alle posizioni diverse espresse da esponenti della maggioranza e persino da membri del governo, il ministro degli Esteri spiega: "Rispetto le opinioni di tutti, non c’è niente di più autonomo e libero dello sport, quindi non mi stupisco che ci siano posizioni diverse anche all’interno dell’esecutivo. Su questi temi non c’è una posizione comune del governo. Io posso dire di aver accolto positivamente l’invito del presidente Berlusconi a rappresentare il governo a Pechino. Una presenza - precisa ancora Frattini - che condivido pienamente".

Gasparri: "Imke Duplitzer sia da stimolo" Un vero e proprio invito a protestare arriva dal capogruppo al Senato del Pdl, Maurizio Gasparri: "Gli atleti che partecipano alle Olimpiadi compiano gesti di dissenso per esprimere sostegno alle popolazioni che vedono soffocata la propria libertà. Il gesto dell’atleta tedesca Imke Duplitzer (che ha annunciato di non prendere parte alla cerimonia inaugurale dei giochi per protesta contro il mancato rispetto dei diritti umani in Cina, ndr) sia da stimolo per tutti gli atleti, compresi quelli italiani".

Doveroso gesto simbolico "Si tratta - aggiunge Gasparri - di un gesto simbolico, che dovrebbe invitare tutti a riflettere su quei principi fondamentali, pace, libertà e democrazia, che non possono essere messi in secondo piano. Anche con queste manifestazioni di dissenso, come già avvenuto in passato, si può esprimere sostegno e solidarietà alle popolazioni che vedono soffocata la propria libertà".

D'accordo la Meloni "Dagli atleti azzurri serve un gesto forte ed in questo senso anche disertare l’inaugurazione sarebbe un segnale importante da dare, visto che il problema dei diritti in Cina sembra ormai caduto nel dimenticatoio". Cosi Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, conferma e rilancia l’appello di Gasparri.

Fini: "Gli atleti sapranno come agire" "Non credo che i nostri atleti - ha dichiarato il presidente della Camera Gianfranco Fini - abbiano necessità di inviti particolari, perché sanno perfettamente qual è il dovere morale cui adempiono nel momento in cui gareggiano e credo che non mancherà loro la possibilità, nelle modalità che riterranno più opportune, per esprimere piena adesione alla necessità di un rispetto autentico dei diritti delle persone".

La Russa: no a pressioni sugli atleti "Vorrei dire a Giorgia, a cui voglio bene, che non vorrei unirmi al coro di chi fa pressioni agli atleti, già così impegnati nei giochi. Gli atleti si stanno preparando da anni per queste Olimpiadi e comprendo la loro voglia di esserci. Non mi unisco al coro, ma nemmeno condanno l’appello e ne capisco le ragioni". Così il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

La Melandri: "La scelta compete al governo" "La cerimonia dovrebbe essere eventualmente disertata dal governo, perché è una scelta politica che non va caricata sugli atleti". Così l’ex ministro dello Sport Giovanna Melandri commenta la proposta del Pdl, che chiede agli atleti italiani di non partecipare alla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici. "Poteva essere - sostiene Melandri - una protesta utile non la decisione di boicottare i Giochi, ma di segnalare un dissenso rispetto al Governo cinese, evitando di accompagnare istituzionalmente la delegazione degli atleti".

Veltroni: "No a disertare, sì ad altre strade" "La via non è disertare la cerimonia di apertura che è da sempre la festa di paesi di culture diverse ma sarebbe molto positivo se nel corso delle Olimpiadi fosse visibile l’impegno civile di molti atleti a favore del Tibet. Non spetta alla politica decidere le forme di dissenso ma alla coscienza civile degli atleti". Ha risposto così il leader dell'opposizione Walter Veltroni rispondendo in Transatlantico ai cronisti che gli chiedevano un parere sulla proposta di far disertare agli azzurri la cerimonia di inaugurazione a Pechino. "Non penso sia utile disertare - ha proseguito - ma sarebbe bello se si trovasse un modo per esprimere il sostegno all’autonomia del Tibet, senza dimenticarsi dei monaci birmani visto che in quel paese la situazione è drammatica da molto tempo".