Olimpiadi, prime gioie azzurre: il bronzo a Zoeggeler e Pittin

L'altoatesino penalizzato dalla pista accorciata si accontenta del bronzo: quinta medaglia olimpica consecutiva. <strong><a href="/vancouver_2010/pittin_scricciolo_vola_e_insegue_e_bronzo/15-02-2010/articolo-id=422157-page=0-comments=1" target="_blank">Pittin, lo scricciolo, vola</a></strong>: primo alloro della storia in combinata nordica

Whistler Mountain - Il babau era russo, Albert di nome e Demtschenko di cognome, 38 anni, colosso di quasi 100 chili. Ma alla fine a vincere e succedere a re Armin è stato un ragazzino di vent'anni, Felix Loch, tedesco, colosso vicino al quintale pure lui e assoluto dominatore della gara olimpica di slittino singolo, regno di Zoeggeler negli ultimi dieci anni. Armin ha abdicato con onore (nessun italiano aveva mai vinto cinque medaglie in cinque olimpiadi consecutive) e anche tanta gioia, perché al di là della pista e degli errori, il vero babau qui è stato il caldo che non ha permesso alle slitte azzurre di rendere come dovevano. Già dopo le prove Armin aveva detto che un podio sarebbe stato positivo, e podio è stato. Perché Armin non tradisce mai, nemmeno in un’Olimpiade complicata come questa.

Lo slittino è uno sport altamente tecnologico deciso spesso dai millesimi di secondo e le condizioni trovate a Whistler sono da sempre le più temute dal clan azzurro, impareggiabile nella preparazione dei materiali per le basse temperature, ma incapace di trovare soluzioni valide per il caldo e l'umidità.

Ora si potrà discutere sulla modifica alla pista che ha senz'altro sfavorito Armin e aiutato i tedeschi, molto più pesanti e dunque forti in partenza. Dopo la morte del georgiano Kumaritashvili infatti si è deciso di abbassare il via della gara alla partenza femminile, togliendo di fatto le curve più tecniche della parte alta e riducendo la velocità. La nuova partenza, molto pianeggiante, richiedeva una potenza che Armin non ha pari ai rivali più pesanti. Lui ha sempre vinto con la tecnica, con la guida sopraffina, stavolta invece, alla ricerca del recupero impossibile e ben consapevole dei limiti della sua slitta, ha sbagliato molto anche in curva.

La sua terza manche di ieri, quella che avrebbe potuto riavvicinarlo all'oro, è stata tutt'altro che buona, anzi, secondo i suoi canoni si può ben dire sia stata pessima, con un ritardo da Loch di 57 centesimi, un abisso. Armin ha sbavato le linee ritrovandosi al traguardo con il sesto tempo parziale, che lo ha mantenuto al terzo posto ma fatto avvicinare pericolosamente da Demtschenko, staccato prima della quarta e decisiva manche di appena 22 millesimi.
Ed eccola la quarta e decisiva manche, Zoeggeler è forse rassegnato alla sconfitta, ma ben deciso a difendere almeno il bronzo, visto che pure l'argento dell'altro tedesco Moeller ormai è quasi irrecuperabile. Eccola la lotta prevista alla vigilia fra l'italiano e il russo, peccato sia per il bronzo e non per l'oro.

Cambiato obiettivo, Zoeggeler resta sempre lo stesso, un cannibale determinato, e nella quarta manche non sbaglia niente riuscendo a tenere il russo a 30 millesimi, quanto basta.

E così Felix Loch (traduzione letterale: felice buco) dopo essere stato, nel 2008 a 18 anni, il più giovane campione mondiale della storia dello slittino, ne diventa anche il più giovane campione olimpico, lui che in coppa del mondo ha vinto una gara contro le 49 di Zoeggeler, lui che alla vigilia guardava il nostro con rispetto, ma zero soggezione, perché si sa, la ruota dello sport come quella della vita gira sempre e prima o poi il re deve abdicare. Zoeggeler saliva sul podio olimpico da quattro edizioni dei Giochi: a Lillehammer, ventenne, fu bronzo alle spalle di Hackl e Prock, quattro anni dopo a Nagano era già argento dietro a Georg Hackl, il tedesco che quel giorno conquistò il terzo titolo consecutivo, ciò che cercava di eguagliare Zoeggeler, dopo gli ori del 2002 e del 2006. Per chiudere il cerchio è arrivato il bronzo, grande lo stesso, grazie Armin.