Olimpiadi di Torino, slalom fra la disorganizzazione

Nel novembre 2004 comparvero cartelloni che pubblicizzavano i biglietti per le Olimpiadi di Torino e offrivano una lotteria destinata unicamente agli italiani. Decidemmo di acquistarli. Ovviamente non ci preoccupammo dei trasporti o di arrivare in tempo dal momento che ci eravamo lasciati almeno 4-5 ore tra un evento e l’altro, dando per scontato che le varie sedi fossero ben servite dai trasporti pubblici. All’epoca consultai furiosamente il sito delle Olimpiadi in cerca di consigli sulla sistemazione alberghiera ma non se ne parlava affatto e pensai che ovviamente, non appena i biglietti fossero stati assegnati, il sito sarebbe stato pieno di informazioni a riguardo. Arrivò gennaio 2005, i biglietti furono confermati, ma sul sito ufficiale non c’era assolutamente nulla sugli alberghi. Allora iniziai a telefonare agli alberghi e agli uffici del turismo del posto per sentirmi dire che il Taroc aveva prenotato tutte le sistemazioni disponibili nelle varie località per gli atleti, gli sponsor e i giornalisti ma che, nel giro di qualche mese, sarebbero state pubblicate altre informazioni sul sito. Alla fine scopro che le uniche sistemazioni possibili erano a 150 km dalle località olimpiche, e che per motivi di sicurezza, bisogna essere sul posto 3 ore prima dell’inizio per i controlli. Come ha fatto l’Italia a farsi assegnare i Giochi?