Olimpico, febbre da Champions Stasera c'è Roma-Manchester

I giallorossi contro i red devils di Wayne Rooney e dell’asso portoghese Cristiano Ronaldo. Ma Spalletti difende il suo capitano: "Tra lui e Totti non ho dubbi. Scelgo Francesco"

Roma - Francesco Totti contro un altro Ronaldo, il Cristiano portoghese del Manchester United che il suo allenatore Ferguson ritiene «il più forte calciatore del mondo», anche se l’esterno, prolifico in Premiership (sedici reti), è ancora a secco di gol in Champions league. La storia chiama, la sfida con il candidato numero uno al Pallone d’oro è affascinante, il capitano della Roma (che indosserà uno scarpino speciale, creato da Diadora) vuole rispondere presente. Ancora una volta si è dimostrato campione di solidarietà, visto che la sua maglia autografata - donata all’associazione Soleterre, in collaborazione con il sito www.romanews.eu - è stata battuta all’asta su eBay per 9.300 euro che andranno all’ospedale pediatrico di Kiev.

Risponderanno presente i 75.000 dell’Olimpico, tra cui 5.000 inglesi, allertati dalla lettera del club sui presunti pericoli della Capitale. «Nessuna prevenzione nei confronti di Roma - spiega il manager del Manchester -. È un’iniziativa che attuiamo per ogni trasferta di Champions. La lettera è stata preparata in collaborazione con la polizia, è una prassi consolidata». Spiegazione smentita da uno dei tifosi inglesi che stazionano davanti all’hotel Parco dei Principi, quartier generale di Rooney e compagni. «Ma quale prassi, non ricordo altre lettere del club, noi comunque temiamo più i coltelli che gli ultrà», la rivelazione del supporter. Inevitabili polemiche del prefetto Serra («sono esterrefatto»), del sindaco Veltroni («un infortunio pericoloso, si può alimentare un clima non positivo») e di Spalletti che ha ricordato «l’accoglienza di Roma per migliaia di persone di ogni razza in occasione della morte di Wojtyla».

Stasera, per fortuna, sarà il pallone a parlare. Debutto assoluto di Ferguson all’Olimpico, non del portiere Van der Sar. Ieri, durante il sopralluogo sul terreno di gioco, ha guardato a lungo la porta sotto la curva Nord. Quella dove, con la maglia dell’Ajax, incassò i rigori fatali nella finale di Champions del ’96 con la Juve. Oggi ritroverà Totti, colui che all’Europeo del 2000 lo infilò con lo storico «cucchiaio».

«Tra Totti e Cristiano Ronaldo, io mi tengo Francesco, prima di tutto perché lo conosco... come dice il proverbio, mai lasciare la strada vecchia per quella nuova», sottolinea Spalletti. «Totti è uno dei migliori giocatori della Roma, per loro un punto di riferimento fondamentale, per noi una delle insidie più pericolose», afferma Ferguson che aggiunge come «Cristiano Ronaldo è ancora molto giovane, ha grandi margini di miglioramento. Determinanti i suoi assist nel cammino europeo».

Spalletti è alle prese con la squalifica di Pizarro e con un risentimento muscolare di De Rossi: nell’ultimo allenamento ha precauzionalmente lasciato il campo, ma stasera ci sarà. «Possiamo far meglio della gara interna con il Lione, pur avendo la stessa attenzione, anche se la Roma non cambierà atteggiamento». Il tecnico pensa a Perrotta come sostituto del cileno (altra soluzione, l’avanzamento di Chivu). «Sono pronto anche perché il mio ruolo naturale è quello di centrocampista centrale. Aspettavo questa sfida per dare la possibilità ai miei genitori di tornare in quella città (Perrotta è nativo di Ashton, otto miglia da Manchester, ndr.)».

E se Ferguson dovrà inventarsi la difesa visti i numerosi infortuni, il gallese Giggs è spavaldo: «Si impara più dai trofei persi che da quelli vinti e io a 33 anni voglio conquistarne un altro. A Roma è meglio un 2-2 di uno 0-0, perché qualsiasi squadra a questo punto del torneo è potenzialmente in grado di segnare un gol all’Old Trafford».