Olio sfuso addio, Ne dichiara guerra all’Europa

Il consigliere Macchiavello (Lista Biasotti) sollecita l’intervento dell’assessore

Ne e l’intera Val Graveglia dichiarano guerra all’Unione europea, in difesa dei piccoli produttori locali d’olio d’oliva di qualità cui verrà preclusa la vendita del «nettare» in contenitori superiori ai cinque litri (e quindi vietata, in pratica, la vendita di olio sfuso). Intanto si mobilita la Regione Liguria: «Ci batteremo a favore dei piccoli produttori di olio messi in difficoltà da una regolamento dell'Ue» dichiara l'assessore all'Agricoltura Giancarlo Cassini, rispondendo a una interrogazione del consigliere Giovanni Macchiavello (Lista Biasotti). E aggiunge. «Per farlo, agiremo in due direzioni: favorendo una normativa più elastica e aiutando a realizzare gli imballaggi che spesso costano di più del contenuto stesso». Macchiavello ha chiesto alla giunta di intervenire perché il governo promuova un'ulteriore verifica sul regolamento dell'Ue datato 2002, in merito alla commercializzazione dell'olio sfuso, e riveda le modalità applicative stabilite dal decreto ministeriale sull'imballaggio. «A essere maggiormente penalizzati saranno i piccoli olivicoltori che da sempre in Liguria hanno venduto l'olio sfuso - spiega il consigliere -, creando anche un legame di fiducia con il consumatore che poteva controllare il prodotto nel luogo di origine. Adesso i produttori sono costretti a comprare costose attrezzature per l'imballaggio». Macchiavello ha poi riferito del ricorso al Tar presentato dagli olivicoltori di Ne e ha chiesto un fermo intervento della Regione presso il governo e in sede comunitaria per rivedere le modalità applicative, chiedendo il sostegno della Regione per questa battaglia, con un aiuto tecnico ed economico. «Bisogna creare le condizioni per rendere riconoscibile l'olio di oliva ligure - ha insistito dal canto suo l'assessore - e aiutare i piccoli produttori che per confezionare l'olio devono fare investimenti costosi. L'intenzione del legislatore, al di là delle implicazioni igieniche, era valorizzare il prodotto apponendo informazioni sulla confezione». Cassini ha ricordato infine che nel nuovo Piano di sviluppo rurale e nel disegno di legge sugli itinerari dei gusti e dei profumi della Liguria la Regione ha previsto adeguati strumenti perché i produttori che lo desiderano possano iniziare a confezionare l'olio.