Oliveri nel mirino come Musso: «Resto in Provincia, è un dovere»

Un incarico a Roma. Di prestigio. E, di riflesso, il problema della disponibilità a Genova. Vale per il senatore e consigliere comunale del Pdl Enrico Musso, che ha chiesto di spostare le sedute di consiglio da martedì a lunedì per consentirgli di assolvere a entrambi gli incarichi, vale anche, in qualche modo, per Renata Oliveri, consigliere provinciale del Pdl e di recente nominata direttore generale dell'Ipi, agenzia tecnica del ministero per lo Sviluppo economico. Un impegno professionale mica da ridere. Almeno 300 persone sotto di lei. La lady di ferro genovese, mrs 160mila voti, che aveva osato sfidare il re Repetto facendolo poi sudare sette camicie per vincere la lotta alla presidenza dell'ente. Renata Oliveri, capo della coalizione del centrodestra, ha preso sul serio il suo nuovo lavoro. Tanto che da agosto negli uffici di largo Eros Lanfranco non l'hanno più vista. Assente giustificata, dice lei. Con tanto di comunicazione ufficiale al suo rivale Repetto. Assente ingiustificata, tuona il capogruppo del Pd Gabriele Gronda. Un atteggiamento che ha portato il rappresentante della maggioranza a chiederne addirittura le dimissioni. «Il capo dell'opposizione è scomparso - dice Gronda -. Non soltanto non ha partecipato agli ultimi tre consigli provinciali, ma nemmeno a quella quindicina di riunioni di commissione che si sono tenute da agosto a oggi. Inoltre non ci ha nemmeno comunicato ufficialmente del suo impegno romano. Mi sembra che mantenere entrambe le cariche non sia opportuno. Farebbe un bel gesto se lasciasse la poltrona al primo dei non eletti». Renata Oliveri ribatte: «Non ci penso nemmeno a dimettermi, considero un dovere stare in consiglio per rispetto alle 160mila persone che mi hanno votato e un diritto fare opposizione. Ovviamente nelle prime settimane a Roma sono stata molto impegnata, ma sono a Genova tutti i fine settimana e il lunedì. Non è facile assentarsi proprio il mercoledì, per poi andare in consiglio provinciale e concludere pochino come è successo l'altro giorno. Quasi cinque ore per espressioni di opinione e per i precari della scuola con soltanto un paio di pratiche all'ordine del giorno approvate dall'assemblea consiliare». «Anche se Renata Oliveri non prende il doppio stipendio - replica Gronda - le spese per la Provincia sono per la sua segreteria, ancora in piedi in largo Eros Lanfranco, e per i consiglieri che la sostituiscono nelle commissioni consiliari».