Olivetti e Berlusconi, ovvero vite parallele di riformatori

Mappa fantastica, spazio reale dell’immaginazione, proiezione ortogonale di ricordi, l’Atlante della letteratura tedesca curato da Francesco Fiorentino e Giovanni Sampaolo per Quodlibet (pagg. 635, euro 42) è un catalogo di scoperte. È sulla linea mutevole dei suoi confini che si disegna la Germania letteraria. Divisa, riunita. Raccolta attorno a grandi capitali: la Weimar di Goethe, la Lubecca di Mann prima della Berlino di Grass. Frammentata in realtà distanti: Praga, Zurigo, Czernowitz, Bolzano, Trieste. Espansa da smanie imperiali o prolungata sulla linea di fuga degli esuli. Sfigurata nella Kakania, nelle maschere di Maghrebinia. Portata attraverso un labirinto di specchi da un filo teso verso Oriente: fino in Grecia, Persia, Giappone o su Marte.