Olivettiland, fra amicizia e urbanistica

Eschilo «è un grande artista, ma non un filosofo». Euripide «non fu per nulla \ un irridente negatore della religione». La produzione drammaturgica nata in riva al Tevere «non è affatto solo un teatro d’imitazione della drammaturgia greca». E la succinta Storia del teatro greco e latino di Giovanni Antonucci (Studium, pagg. 158, euro 13), è ben diversa da un prontuario rimasticato della vulgata scolastica sulla tragedia e la commedia classiche. È piuttosto un agile testo che prende posizione, se del caso anche in controtendenza, su molte querelle ancora aperte. E che rifugge dalle teorie fantasiose e talvolta brillanti, ma sempre velleitarie e talvolta ideologiche, con cui alcuni studiosi cercano di turare i vuoti e le lacune scavati dal tempo nelle fonti antiche.