Olmert un anno dopo: «La guerra fu giusta»

Un anno dopo la guerra nel Libano che aveva inferto un nuovo colpo al loro mito di efficienza e invincibilità, i soldati israeliani continuano a presidiare la prima linea con armi insufficienti e ancora privi di addestramento adeguato. Mentre i riservisti dell’esercito israeliano lanciano accuse pesanti di inefficienza contro i loro comandi nel primo anniversario della guerra, il premier Ehud Olmert, ieri, l’ha invece definita giusta e utile. Utile, perché ha consentito di «individuare carenze e problemi che l’esercito, il governo e le autorità locali si stanno ora sforzando di eliminare». E fu anche una guerra giusta, ha aggiunto il premier visitando nel nord del Paese quella che fu la prima linea del fronte, nel senso che fu giusta la decisione del suo governo di colpire il Libano «per allontanare dai nostri confini la minaccia degli Hezbollah».