Olmert: commissione d’inchiesta sul conflitto

Gerusalemme. Il primo ministro israeliano, Ehud Olmert, ha ordinato un’inchiesta pubblica sulla conduzione dell’ultima offensiva contro gli hezbollah in Libano. La decisione accoglie le richieste avanzate da più parti per fare luce su eventuali errori nell'attacco al Partito di Dio, ma sceglie la strada della commissione di governo e non di Stato, indipendente, che avrebbe avuto maggiori poteri e potuto imporre rimozioni nei vertici militari. «Il mio governo nominerà una commissione che sarà incaricata di esaminare la condotta del governo» durante la guerra, ha annunciato Olmert intervenendo a Haifa a una riunione dei sindaci delle città del nord di Israele, le più colpite dal conflitto.
A guidare la commissione sarà l'ex capo del Mossad, Yakov Admoni. Olmert ha spiegato di non aver voluto esporre i militari israeliani alle insidie di un'inchiesta su larga scala, preferendo che sia un’indagine interna già ordinata dalle forze armate a indagare su eventuali errori e inefficienze. La spiegazione è stata che un'inchiesta statale avrebbe richiesto «anni» di indagini che «non hanno nulla a che vedere con le necessità di apprendere le lezioni e applicarle per il futuro» e questo, ha avvertito, proprio mentre «occorre prepararsi per far fronte alla minaccia dell'Iran e del suo presidente che odia Israele».
Il premier ha ammesso che non tutto è filato liscio nell'offensiva in Libano, di cui ha rivendicato la piena paternità politica. «Voglio chiarire una cosa - ha sottolineato Olmert - la responsabilità per essere entrati in guerra è tutta mia, so che ci sono discussioni sui risultati raggiunti, forse causati dalle aspettative della vigilia».