Olmert: "Due stati o Israele è finito"

Il premier parla del futuro e dice: Abu Mazen è un partner debole, lavoro per rafforzarlo

Roma - La soluzione dei due Stati è l’unica alternativa alla fine di Israele. Lo sostiene il primo ministro israeliano Ehud Olmert (nella foto con Bush e Abu Mazen), in una dichiarazione al quotidiano "Haaretz", all’indomani della conferenza di Annapolis sul Medio Oriente. «Se arriverà il giorno in cui la soluzione dei due Stati fallirà e noi affronteremo una battaglia come in Sudafrica sull’uguaglianza del diritto di voto, allora appena ciò accadrà, lo Stato d’Israele sarà finito», ha detto Olmert, per il quale i primi a rivoltarsi contro Israele saranno le potenti organizzazioni ebraiche americane. «Le organizzazioni ebraiche, che hanno costituito la nostra base di potere in America, saranno i primi a schierarsi contro di noi», ha spiegato. E ciò «perché non possono sostenere uno Stato che non favorisce la democrazia e l’uguaglianza del diritto di voto per tutti i residenti».

"Annapolis oltre le aspettative" Ripensando alla conferenza di Annapolis, poi, Olmert ha spiegato che «è andata oltre le aspettative israeliane», anche se «ci saranno difficoltà nei negoziati, che si prospettano complessi e richiederanno una grande pazienza». Ma la certezza, secondo il primo ministro israeliano, è che adesso Israele «ha un partner» su cui contare, il presidente palestinese Abu Mazen. Certo «è un partner debole», afferma Olmert, «ma il mio lavoro è quello di fare ogni cosa per permettergli di avere gli strumenti necessari per raggiungere un’intesa sulle linee guida di un accordo».