Olmert gioca al monopoli con Fatah

Il premier israeliano offre il ritiro da quasi tutta la Cisgiordania e una parte del Negev. A patto che Abu Mazen riprenda Gaza da Hamas

da Gerusalemme

La proposta sembra quasi un baratto del Monopoli. «Tu ti riprendi Gaza da Hamas, e ci spartiamo la Cisgiordania: 93% a te, 7% a me». È questa in sostanza la proposta del premier israeliano Ehud Olmert al presidente palestinese Abu Mazen, presentata in un incontro nei giorni scorsi.
Il piano di pace prevede il ritiro di Israele da circa il 93% della Cisgiordania, scambi di territori e la costituzione di uno Stato palestinese smilitarizzato. Il piano, svelato ieri dal quotidiano israeliano Haaretz, ha suscitato reazioni negative da parte dell’Autorità palestinese che lo ha respinto.
Secondo le indiscrezioni pubblicate dal giornale, al centro del piano c’è la proposta israeliana di ritiro, che fisserebbe il confine circa lungo l’attuale barriera di separazione, assorbendo nel territorio israeliano aree in cui si trovano grandi concentramenti di insediamenti ebraici, vicino a Gerusalemme est e nel nord della Cisgiordania. Gli insediamenti che si troveranno invece sul versante palestinese del confine proposto saranno evacuati. In cambio del 7% che resterà nelle sue mani Israele offre ai palestinesi un’area del deserto del Negev adiacente alla Striscia di Gaza, dalla quale lo Stato ebraico si è gia ritirato nel 2005.
Il governo di Olmert si impegnerebbe inoltre ad assicurare, sotto la sua sovranità, il libero movimento dei palestinesi tra Gaza e la Cisgiordania senza controlli di sicurezza israeliani. A patto, però, che Abu Mazen e Fatah riescano a riprendere la Striscia dalle mani di Hamas, che ormai la tiene in pugno da più di un anno. Un altro nodo irrisolto resterebbe Gerusalemme: per stabilire cosa fare della Città santa, Olmert propone di rinviare a una fase successiva il negoziato in considerazione dell’estrema delicatezza della questione.
La reazione dell’Autorità palestinese alla pubblicazione del piano è giunta alcune ore dopo ed è stata negativa. In un primo momento il negoziatore Saeb Errikat ha reagito con irritazione affermando che le rivelazioni del giornale sono solo «mezze verità» e accusando Israele di aver violato l’intesa di non svelare particolari sui negoziati in corso. Successivamente il portavoce di Abu Mazen, ha detto che il piano dimostra «la poca serietà» di Olmert e che in ogni caso le sue proposte «sono inaccettabili». «La parte palestinese - ha detto - accetterà solo uno Stato con contiguità territoriale, con Gerusalemme per capitale e con i confini del 4 giugno 1967». E anche fra gli israeliani c’è chi è scettico: una fonte governativa ha detto che non ci sarà un accordo con i palestinesi ma che Olmert, prossimo alle dimissioni, sta ora solo cercando di assicurarsi un posto nella storia.