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Attentati e attacchi in Irak

almeno 26 morti e 60 feriti
È di almeno 26 morti e oltre 60 feriti il bilancio degli attentati di ieri in Irak. A Bagdad un kamikaze si è fatto saltare in un minibus, uccidendo 12 persone e ferendone altre 15. Sempre nella capitale, una bomba è esplosa vicino a un chiosco dove si radunano gli operai in attesa di un lavoro giornaliero, uccidendo quattro persone e ferendone altre 14. A Mosul, 360 chilometri a nord-ovest di Bagdad, un altro uomo-bomba è entrato in azione in un ristorante affollato di agenti di polizia, provocando la morte di 5 persone e il ferimento di altre 20. E a Nabai, 50 chilometri a nord della capitale, i guerriglieri hanno assalito un convoglio di autocarri ammazzando 5 camionisti. Buone notizie invece da Bassora, dove ieri sono stati rilasciati due macedoni (di etnia albanese e musulmani) che erano stati sequestrati giovedì.
In Somalia diciotto vittime

in scontri tra milizie rivali
Sono almeno 18 le vittime di scontri tra due gruppi armati rivali in corso da sabato scorso a Mogadiscio, in Somalia. Dalle prime informazioni sembrerebbe che i morti siano in prevalenza civili, uccisi dal fuoco incrociato dei miliziani che si contendono il controllo di un posto di blocco. Secondo testimoni citati dalla «Misna» (l’agenzia di stampa dei missionari), i combattimenti hanno causato anche numerosi feriti. Centinaia di famiglie hanno abbandonato le loro case per allontanarsi dal luogo degli scontri, i più violenti degli ultimi anni, con largo impiego di razzi, colpi di mortaio e mitragliatrici pesanti. Gli scontri avvengono pochi giorni prima della riapertura dei lavori parlamentari a Baidoa, il 26 febbraio prossimo, località scelta per ospitare la riunione perché Mogadiscio è ritenuta poco sicura.