Oltre 10.000 razzi di ogni calibro l’arma più temibile di Hezbollah

Gli ordigni più potenti sono gli iraniani Zelzal-2, con una testata da 600 kg e una gittata di 200 km

Andrea Nativi

Razzi, di ogni calibro e dimensione, migliaia di razzi. È questa l’arma più temibile di cui dispone Hezbollah per minacciare il territorio e la popolazione di Israele. Gli ordigni a disposizione del Partito di Dio sono almeno 10.000, forse 12.000. Le forniture di questi razzi, così come gli istruttori e le tattiche per il loro impiego, arrivano da Teheran e da Damasco, per lo più con convogli via terra, a volte con voli speciali, notturni.
Naturalmente Hezbollah nega ogni appoggio esterno e sostiene di aver sviluppato e di produrre in proprio le sue armi, e proprio per questo ha ribattezzato gli ordigni per ostacolarne l’identificazione.
I razzi più semplici sono quelli da 107 mm, disponibili sia in versione con lanciatore singolo, facilmente trasportabile e impiegabile, grazie al peso e alle dimensioni contenute, sia in rampe multiple, montate su automezzi. Ci sono poi i razzi da 122 mm, che hanno una gittata doppia e una testa bellica quasi tre volte più pesante. Entrambi questi tipi, i 107 e i 122, genericamente noti come «katiuscia», sono impiegati sia con rampe singole, sia da parte di una settantina di lanciatori mobili multipli, denominati Noor, Hadid e Awash, che offrono quindi una maggior potenza di fuoco e capacità di sopravvivenza. Almeno due terzi dei razzi di Hezbollah sono di questi due tipi, semplici e leggeri.
Secondo diverse fonti, Hezbollah ha ricevuto anche razzi d’artiglieria iraniani decisamente più potenti: si tratta dei Fajir-3 e 5, che possono arrivare rispettivamente a 40 e 70 km di distanza e portano una pesante testa di guerra di 90 e 175 kg. Queste armi sono arrivate in Libano già nel 2002, sono nascoste in rifugi e bunker sotterranei o in edifici coperti, ma non sono state utilizzate fino ad oggi. La Siria invece avrebbe trasferito a Hezbollah un congruo numero di razzi sovietici da 220 mm BM-27 «Uragano», razzi decisamente più moderni e pericolosi rispetto ai prodotti iraniani di prima generazione.
Ma in questa corsa all’ordigno più potente la palma spetta sicuramente all’iraniano Zelzal-2, che arriva a 200 km e trasporta una testata da 600 kg. Tuttavia gli analisti sono scettici sulla reale presenza di questi enormi ordigni (lunghi 8.5 metri e pesanti 3,5 tonnellate) in Libano. Più un razzo è grosso e pesante, più è difficile occultarlo e muoverlo in sicurezza. Per Hezbollah i razzi a lunga gittata, meglio se montati su autocarri o veicoli fuoristrada, sono ideali, piuttosto che i piccoli razzi che devono essere portati a ridosso del confine: consentono infatti di lanciare attacchi stand-off, da distanza di sicurezza, riducendo la possibilità di scoperta da parte degli israeliani, e permettono di mettere sotto tiro alcune delle più popolose città e diversi centri industriali. È vero che i razzi non sono guidati o dispongono di sistemi di guida rudimentali, hanno una minima precisione e non sono quindi idonei ad attaccare obiettivi puntiformi o militari specifici. Ma portano una potente testa esplosiva a frammentazione e sono una perfetta arma per attacchi indiscriminati volti a scatenare il terrore e con un impatto economico significativo.
L’esercito israeliano non sta certo a guardare: dal cielo e da terra cerca di scoprire, intercettare e attaccare ogni team di artiglieri di Hezbollah e i depositi dei razzi, mentre sta sviluppando sistemi di difesa anti-razzo: come il nuovo Stunner, studiato per intercettare i razzi pesanti. È sviluppato da industrie israeliane e statunitensi a un costo di 250 milioni di dollari. Ma non sarà pronto prima del 2011.