Oltre 120 morti in combattimenti a Mogadiscio

da Mogadiscio

Inferno a Mogadiscio: è di almeno 122 morti e oltre 200 feriti l'ultimo bilancio dei combattimenti che da domenica scorsa sconvolgono la capitale somala tra i miliziani dell'Alleanza per il ripristino della pace e la lotta al terrorismo, formata da ex signori della guerra e uomini d'affari, e quelli della Lega dei tribunali islamici. Nella notte tra mercoledì e ieri hanno perso la vita altre 26 persone, per lo più civili, nel corso degli scontri proseguiti la scorsa notte dopo quattro giorni consecutivi di combattimenti.
Gli scontri sono scoppiati quando i miliziani degli estremisti islamici hanno cercato di sottrarre il controllo di una strada strategica nella zona settentrionale di Mogadiscio ai combattenti degli ex signori della guerra. Il Comitato internazionale della Croce rossa ha lanciato l'allarme sulle «conseguenze umanitarie degli intensi scontri armati» di questi ultimi giorni, denunciando il ferimento di decine di donne e bambini rimasti intrappolati nelle zone di conflitto. Centinaia di famiglie si sono ammassate alla stazione degli autobus della città per fuggire.
Gli americani, impegnato nella lotta internazionale al terrorismo, appoggiano indirettamente gli ex signori della Guerra per evitare che l’ex colonia italiana finisca sotto il controllo degli estremisti musulmani, simpatizzanti di Al Qaida e sostenitori dell’instaurazione della sharia (la legge islamica) in tutto il Paese. Il presidente del governo provvisorio, Abdullahi Yusuf Ahmed, ha espresso all'Agenzia di stampa americana Ap la propria preoccupazione per il sostegno statunitense all'Alleanza.