Oltre 2 miliardi di «cassa» per il gruppo Caltagirone

«Come investirli? Vorrei saperlo anch’io», scherza il presidente

da Roma

Una liquidità di 2 miliardi per il gruppo Caltagirone è plausibile? «Sì, per difetto». E dove può investire un gruppo con una cifra simile a sua disposizione? «Vorrei saperlo anch’io». Scherza, ma non troppo, Francesco Gaetano Caltagirone con i giornalisti che lo aspettano all’uscita dell’assemblea, dove è stato dato il via libera al bilancio 2005, chiuso con un utile in crescita del 201% (a quota 94,3 milioni) e un dividendo di 0,30 euro per azione. Quanto al 2006, «facciamo la trimestrale tra una settimana - ha detto - e non mi sembra opportuno dare anticipazioni ma i conti sono in linea con l'anno scorso».
«La pubblicità ha avuto momenti non felicissimi nel primo trimestre ma sta andando bene in maniera sensibile ad aprile, ha aggiunto il presidente del gruppo che edita, fra l’altro, Il Messaggero, Il Mattino, e il quotidiano gratuito Leggo, al quale la Caltagirone Editore deve il primato assoluto nella «free press», con oltre un milione di lettori ogni giorno e 15 edizioni locali. E in futuro «i giornali che cresceranno e prenderanno sempre più piede saranno quelli gratuiti», afferma Caltagirone. E gli altri? «Con un flusso forte di pubblicità in linea teorica si può arrivare ad un taglio del prezzo».
C’è spazio anche per una polemica con la famiglia Benetton, che si oppone strenuamente alla cessione del Gazzettino di Venezia al gruppo Caltagirone: «Mi è parso che c'è stata una posizione sul tipo di appartenenza di origine regionale dell'editore. Non mi pare coerente. Se si realizza la fusione delle Autostrade con gli spagnoli, non è coerente il campanilismo su un giornale», ha concluso l’editore e costruttore romano.
Una battuta per Mps, infine, da parte del vicepresidente «in pectore» dell’istituto senese:«Il Monte potrà fare bene in un momento particolare perchè c'è una ristrutturazione generale del sistema bancario in corso. Mussari è persona capace, giovane, con la voglia di fare bene. Penso che sarà una cosa positiva».