Oltre 40 arresti ci sono anche tre minorenni

Sono quarantaquattro gli arresti fatti dai carabinieri del nucleo informativo e dagli uomini della Digos dopo gli scontri di ieri nel corso del presidio antifascista non autorizzato contro la manifestazione della Fiamma Tricolore. Tra i manifestanti bloccati in flagranza di reato ci sono anche tre minorenni. I giovani dovranno rispondere di una lunga serie di reati che vanno dalla devastazione, al saccheggio, all’incendio, alla resistenza a pubblico ufficiale, alle lesioni personali aggravate, al porto e detenzione di armi ed esplosivi. La situazione sarà valutata oggi, sulla scorta delle informazioni raccolte da carabinieri e agenti della Digos. Il pm di turno, Piero Basilone, a quanto si è saputo, deciderà oggi per quanti e quali dei manifestanti chiedere l’incriminazione e, in base agli elementi a loro carico, di quali accuse dovranno rispondere. Dopodiché il gip avrà 48 ore per convalidare convalidare il provvedimento di arresto.
Intanto agli uomini delle forze dell’ordine che ieri hanno dovuto fronteggiare i «no global» arrivano i complimenti degli esponenti politici, delle istituzioni e soprattutto della gente comune che ieri in strada in qualche frangente ha letteralmente «fatto il tifo» per carabinieri e agenti della questura. «I poliziotti che devono garantire l'ordine pubblico, e ieri, a Milano, lo svolgimento di un corteo politico, devono sempre pagare il prezzo delle violenze inaccettabili di chi, da qualsiasi parte politica provenga, non accetta la libertà di espressione democratica degli altri». Lo ha detto Giuseppe Tiani, Segretario generale del Siap, sindacato italiano appartenenti di polizia. «Ora chiediamo alla magistratura - ha detto ancora Tiani - di operare trattenendo e arrestando, ove possibile, le persone che hanno commesso i gravi reati di ieri». «Troppo spesso i responsabili di questo genere di disordini vengono rimessi subito in libertà - gli fa eco Enzo Delle Cave, segretario lombardo del Siap - dando l'impressione che la Legge non sia sempre uguale per tutti».