Oltre 500 opere d’arte nel museo navigante della Costa Concordia

Luisa Castellini


Cinquecento opere, tra oggetti d'antiquariato e lavori d'arte contemporanea e più di cinquemila multipli. Non è un museo, una fondazione o una galleria. E non è il rifugio di un riservatissimo collezionista, ma una nave. Non una qualsiasi, ovviamente. È Concordia, la nuova ammiraglia di Costa Crociere - l'undicesima per la precisione - pronta a solcare le rotte più suggestive dei mari, invitando i passeggeri anche a un altro tipo di viaggio: quello nell'arte.
La più grande nave passeggeri europea in termini di capacità vanta, oltre alla maggiore area benessere, a due piscine coperte e a un simulatore di guida da Gran Premio, una collezione di opere d'arte tale da renderla una sorta di museo itinerante, forte di quasi quattromila «spettatori» a ogni ingresso. Ma numeri e cifre da capogiro sono all'ordine del giorno alla Costa, quanto la passione per l'arte. Un legame di lunga data, che riporta alla mente l'eleganza e i fasti delle storiche ammiraglie, Eugenio C. e Federico C. in primis. Partecipare alla realizzazione di una nave passeggeri è sempre stato un ambito banco di prova e una vetrina d'eccezione per ingegneri, architetti, designer e artisti che, con la loro creatività, hanno contribuito a definire la fisionomia di queste immense città viaggianti. E Concordia, di questo rapporto di dialogo con le arti, rappresenta il climax.
Le premesse a un impegno di così ampio respiro - proporre un percorso nell'arte perfettamente integrato all'ambiente navale - c'erano tutte. Dalle collaborazioni con personalità come Guido Canali, Pierluigi Cerri e Robert Tillberg alla presenza a bordo di opere d'arte antica e contemporanea. Dalla stagione espositiva al C Dream - l'avamposto di Costa Crociere sulla terraferma - al sostegno, come corporate member, alla Fondazione Arnaldo Pomodoro a Milano e di molte iniziative culturali. Tutte queste esperienze si sono sublimate nella Concordia, simbolo dell'impegno a promuovere l'arte, con una particolare attenzione ai nomi più giovani.
La nuova ammiraglia coniuga lo splendore dell'antico al fascino prorompente del contemporaneo, creando dei percorsi che si snodano attraverso gli ambienti esterni ed interni, progettati dallo statunitense Joe Farcus. Tema d'ispirazione è l'Europa: il «wow effect» -la sensazione di stupore e meraviglia creata sulle ammiraglie- scaturisce dalla particolarità delle zone della nave, ispirate a luoghi di cui sono evocate le atmosfere attraverso l'arredamento, il colore e i giochi di luce. Su questi percorsi s'innestano le opere e i multipli, dislocati nelle zone nevralgiche della nave: le scale, gli atri, le piscine, i corridoi, l'immenso centro benessere e le suite, che si trasformano in privilegiate quinte espositive.
In un caleidoscopio di diverse espressioni, si tessono le fila di continui rimandi e suggestioni: dal Grand Bar Biedermeier con oggetti di cristallo, bicchieri, coppe, bottiglie e vasi Val-Saint Lambert al Piano Bar Budapest, con le ceramiche ungheresi Zsolnay, per poi approdare al Centro Benessere Samsara, ove si respirano le raffinate atmosfere giapponesi nelle xilografie dei maestri nipponici, fra i quali Hiroshige, Hokusai e Utamaro. E l'arte contemporanea non è da meno: Nicola Salvatore, docente dell'Accademia di Brera, ha curato il progetto espositivo, che affianca docenti e allievi delle più prestigiose Accademie d'Arte europee.
Trentacinque gli artisti invitati a realizzare una o più opere per l'occasione, proponendo la propria lettura di temi quali la pace e il dialogo tra i popoli, ovvero a dare una forma al concetto stesso di Concordia.