Oltre 800mila al festival estivo più «caliente»

Matthias Pfaender

Con la parata del «Gran Carnaval», una rappresentazione che ha miscelato in un’unica grande sfilata tutti i tipi di festa in costume dell’America Latina, si è concluso la sera di Ferragosto il festival «LatinoAmericando».
Sessantadue concerti, 247mila piatti etnici serviti, 118mila birre e 15mila litri di rhum: questi i numeri della sedicesima edizione della rassegna, diventata negli anni un appuntamento tradizionale dell’estate milanese, che ha avuto quest’anno 861mila visitatori. Di quanti hanno scelto il festival di Assago per scatenarsi al ritmo delle danze afrocaraibiche, migliaia erano stranieri, provenienti sia da Paesi europei che dall’America del Sud.
«Ancora una volta i tanti appassionati del mondo latinoamericano - ha commentato Juan Josè Fabiani, patron del festival - di qualsiasi nazionalità hanno premiato la qualità del nostro evento e tutto ciò che il festival ha offerto. L’evento viene vissuto come una festa - ha continuato Fabiani - ma al tempo stesso come un luogo dove diventa possibile anche un incontro costruttivo fra culture e persone differenti, al di fuori di ogni pregiudizio». Il festival, nato nell’estate del 1991, ha raccolto nei suoi sedici anni di vita oltre 8 milioni di visitatori, ed è diventato, come ha sottolineato Fabiani: «una grande fiera espositiva di prodotti dell’area caraibica e sudamericana. Il nostro obiettivo - ha concluso - è quello di diventare presto una vera e propria Expo dell’America latina».