Oltre all’imponente schieramento delle forze di sicurezza durante la visita di Bush, mobilitata la Protezione civile e i medici di famiglia per le emergenze Cortei e divieti, ecco come evitare il caos I consigli per chi deve muoversi in città: strade ch

Capitale sotto assedio per la visita del presidente americano George Bush. Da qualche ora la città è «sorvegliata speciale» e chiusure al traffico, blocco e deviazioni dei mezzi pubblici sono solo le prime conseguenze legate all’arrivo del capo della Casa Bianca.
Controlli a tappeto. Le forze dell’ordine seguiranno come ombre il presidente Usa. Già da ieri Villa Taverna, residenza capitolina dell’ambasciatore americano, era presidiata in ogni angolo, con cani antiesplosivo, polizia, 007 e militari della Guardia di Finanza. La Provincia di Roma, invece, ha predisposto, su richiesta dal Comitato per l’ordine e la sicurezza, una serie di servizi che saranno coordinati dall’Unità operativa, che è stata attivata questa mattina a Palazzo Valentini e lavorerà a stretto contatto con le centrali operative della prefettura, della Protezione civile e dei vigili urbani. A scongiurare possibili attentati dal mare, invece, ci penserà il cacciatorpediniere «Luigi Durand de la Penne» che si trova al largo di Fiumicino e Ostia. La nave della Marina militare concorrerà al dispositivo interforze di sorveglianza e di controllo dello spazio aereo della capitale di cui fanno parte anche velivoli F16, MB 339 ed elicotteri HH3F dell’Aeronautica militare. Da ieri l’Air Force One e il suo gemello Air Force Two, atterrati a Fiumicino, sono controllati a vista da polizia, carabinieri e uomini della sicurezza americana. Impossibile, quindi, avvicinarsi. Inoltre il blocco totale dei voli commerciali e turistici, scattato ieri con l’arrivo di Bush, si ripeterà anche domani, quando lascerà la capitale. Quasi duemila medici di famiglia, infine, sono stati mobilitati dalla Fimmg e sono pronti ad intervenire, anche fuori orario di lavoro, in caso di malori o scontri durante le manifestazioni di oggi.
La preoccupazione di sindaco e prefetto. L’esclusione di Trastevere dagli appuntamenti del presidente Usa non ha diminuito il rischio di proteste e gesti estremi. «Dal punto di vista della sicurezza i problemi rimangono uguali - ha sottolineato il sindaco Walter Veltroni -. La città ha sempre mostrato una grande capacità di tenuta nei momenti più difficili. Se dicessimo di non essere preoccupati, saremmo tutti degli irresponsabili. Però la preoccupazione si accompagna all’intelligenza di fare in modo che non succeda nulla».
«Ho sentito molte enfatizzazioni, blindature, americani che danno disposizioni - fa eco il prefetto Achille Serra -. È tutto falso. Gli americani non hanno dato nessuna disposizione, ci saranno solo chiusure elastiche e divieti di sosta. I romani devono avere pazienza. Tutto durerà due giorni».
Caos nel trasporto pubblico. L’annullamento della visita del presidente alla Comunità di Sant’Egidio ha salvato Trastevere dalla «rivoluzione del trasporto». Il servizio, quindi, sarà regolare: linea 125 e il tram 8 funzioneranno. Per motivi di sicurezza, invece, a partire dalle 9 verranno chiuse le fermate della metro A di Ottaviano e Lepanto e dalle ore 12 Spagna e Barberini. Tra le strade interdette alla circolazione c’è invece viale Gioacchino Rossini, via Ulisse Aldrovandi, via delle Tre Madonne e via Bertoloni, con relative deviazioni delle linee Atac. Fermi anche i tram che transitano in via Veneto e ai Parioli, sedi rispettivamente dell’ambasciata Usa e della residenza dell’ambasciatore. In centro, poi, non si potrà circolare a via Boncompagni e nella zona compresa tra via Ludovisi, via di San Basilio e via Marche. Il trasporto in quell’area di conseguenza verrà rivoluzionato: hanno già cambiato percorso le linee C3, MA1, MA2, 52, 53, 61, 62, 63, 80 Express, 95, 116, 150 Express, 175, 492, 590, 630, 25N, 45N, 55N, 60N.