Oltre cento villette abusive dei rom in città De Corato: «La magistratura? Non interviene»

Oltre un centinaio di villette abusive, almeno 60 di queste distribuite in sette campi rom regolari del Comune. Quello di via Idro, Bonfadini, Chiesa Rossa, Martirano, Novara (sia nell’area dei macedoni che in quella dei kosovari), via Negrotto. Alla mappa degli abusi edilizi messi in piedi dai nomadi negli anni vanno aggiunte ad esempio le casette prefabbricate in via Vaiano Valle, le vere e proprie villette costruite senza regole in via Montebisbino, su aree acquistate direttamente dai rom. O quelle, anche di grandi dimensioni (e con piscina) al parco sud o a Muggiano. Tutte situazioni ripetutamente denunciate da Palazzo Marino. La risposta della magistratura? Sempre la stessa: «Stante lo stato di necessità non ha ritenuto di perseguire i responsabili». E senza le vie penali, il Comune non ha le mani legate, ma quasi. Contro questa sorta di sanatoria, batterà la strada amministrativa. «Attiveremo l’iter per l’acquisizione degli immobili, in modo da poterli poi abbattere - spiega De Corato -. Ma i nomadi sono assistiti da studi legali fortissimi». Dunque: tempi lunghi e il rischio di ricorsi al Tar. A chi chiede interventi tempestivi per abbattere le case abusive, De Corato non può che replicare che «da solo il Comune non può intervenire in tempi brevi, è compito della magistratura denunciare penalmente i responsabili. Ma questo non avviene mai». Come raramente enti pubblici «come Ferrovie dello Stato e le Poste» mettono in sicurezza i loro stabili, che vengono quindi occupati dai nomadi che il Comune sgombera con fatica e a costi elevati da altri luoghi. «Lancio un appello, intervengano - afferma -. Basta pensare all’ex stazione di Porta Romana, il cavalcavia delle Milizie. Non si possono abbandonare migliaia di metri quadri completamente incustoditi».
Liberato lo scorso 31 marzo il cavalcavia Bacula dai circa 250 abusivi che lo assediavano da anni (è stato necessario smaltire 240 tonnellate di rifiuti) e circondato da una cancellata per impedire nuovi accessi, molti di quei rom si sono già rifugiati nell’ex edificio delle poste in piazzale Lugano, lasciato «in totale abbandono. Abbiamo mandato una diffida all’ente perché blocchi i tre accessi al palazzo - spiega De Corato -, se non verrà fatto la prossima settimana interverremo noi con un’ordinanza. Tutte le situazioni di abusivismo vanno risolte, non daremo tregua. Ma anche Fs e Poste facciano la loro parte». Idem i privati che «devono accollarsi le spese di messa in sicurezza delle loro proprietà».
A maggio il Comune presenterà al ministero dell’Interno i progetti per riqualificare i campi nomadi e recintare alcune sedi comunali dismesse, piani a cui sono vincolati i 10 milioni garantiti da Roberto Maroni per l’emergenza. E anticipa De Corato: dopo lo sgombero dell’ex Marchiondi, ormai imminente, verrà abbattuta un’officina rom abusiva (che tratta materiali tossici) a Cusago, poi altre due villette in zone diverse.