Oltre l’ostacolo, verso il Partito delle libertà

Avanti, con giudizio (ma anche con assoluta convinzione), verso il Partito delle libertà. Queste le linee guida tracciate da Silvio Berlusconi «cui il centrodestra deve far riferimento - sollecita Enrico Nan, deputato di Forza Italia e vicecoordinatore nazionale enti locali - per sconfiggere il centrosinistra».
Nelle vostre file, però, sono emerse perplessità.
«È vero, ma sarebbe sbagliato perseverare in un atteggiamento agnostico o addirittura contrario, a proposito di un obiettivo che è tattico e strategico nello stesso tempo. Bisogna guardare avanti».
Forse non vi siete ancora spiegati bene.
«E invece io dico che basta già il segnale forte e chiaro arrivato dalla grande manifestazione unitaria di Roma per convincere gli scettici. Il nostro elettorato, la nostra gente vuole l’unità. È fondamentale per vincere».
Ci sono dei passaggi intermedi da realizzare.
«Certamente. Una volta che abbiamo condiviso il percorso, ci possiamo muovere con attenzione e altrettanta determinazione. Ma federare i tre partiti di centrodestra è opportunità da non lasciare a bagno maria».
Lei parla di tre partiti. Già esclude definitivamente l’Udc?
«Se mai, è l’Udc che si esclude da sola. Ed è un grave errore politico che può costare caro. Ma intanto io preferisco guardare a chi ci sta e a quello che si deve fare».
Cosa suggerisce?
«Dobbiamo dare riscontro al segnale esplicito che si è alzato da piazza San Giovanni e contemporaneamente rispondere alla presa di posizione dell’Udc, in modo che ognuno si assuma le proprie responsabilità».
I passi necessari?
«Intanto portiamo avanti l’idea unitaria attraverso i Circoli della libertà che stanno marciando benissimo. Poi, progressivamente, passeremo alle fasi successive».
Allude alle liste unitarie già alle prossime amministrative?
«Anche. Si possono fare subito, nelle zone dove l’iniziativa viene giudicata più conveniente e le condizioni si presentano migliori».
Come a Genova o più in generale in altri centri della Liguria?
«Credo di sì. Ma dev’essere chiaro: la fretta è sempre pessima consigliera, dobbiamo trovare modi e tempi giusti. Vale per la Liguria come per le altre parti d’Italia. Lo ribadisco a livello personale e come vicecoordinatore nazionale enti locali di Forza Italia: non dobbiamo essere né miopi, né presbiti. Sappiamo bene dove vogliamo arrivare, e non usiamo mai a sproposito il freno e l’acceleratore».