Oltre quel muro c’è il futuro della nostra pallavolo

Cosa succede quando i club fanno squadra? Succede che si riesce a tenere a galla lo sport di base e i valori di cui l'attività fisica, specie quella condivisa in gruppo, dovrebbe farsi promotrice. Queste le finalità della costituzione di "Vero Volley", organismo che viene presentato oggi a Monza, già teatro dell'All Star game della pallavolo italiana due settimane fa.
A oggi sono sette le realtà del volley (tra cui l'Asystel, la società pallavolistica di Milano) unite in un consorzio finalizzato ad affiancarsi vicendevolmente per educare i giovani dell'hinterland milanese allo sport, arricchendo il loro bagaglio motorio.
In altre parole "Vero Volley" vuole essere un punto di riferimento pronto ad agire su piani differenti in supporto alle varie società consorziate, ma senza intervenire nella gestione quotidiana delle loro attività. L'obiettivo è evitare di lasciare che le singole società siano lasciate da sole ad agire nell'ombra, ma creare una struttura che possa creare strategie concordate e attivare sinergie vincenti. In questo modo è possibile agevolare non solo la formazione, ma anche l'aggiornamento professionale di dirigenti e allenatori, aiutare le consorziate alla gestione, anche economica, degli impianti e diffondere il gioco della pallavolo, tramite l'istituzione di corsi di minivolley negli istituti scolastici di tutto l'hinterland.
Proprio la scuola è infatti l'ambiente tradizionalmente più florido per coltivare pallavolo nel territorio. Di questa parte si occupa direttamente il Progetto Scuola, che vede attualmente coinvolti 51 istituti scolastici (venti quelli gestiti dall'Asystel), per un totale di circa settemila alunni. Il tutto con l'auspicio di vedere crescere l'attività sportiva, come si legge dal manifesto d'intenti del progetto stesso: «La palestra diventa il luogo dove si trasmettono i valori che aiutano una crescita ricca e rispettosa verso gli altri, dove è facile insegnare il rispetto delle regole, la dedizione, la lealtà, la sincerità nei rapporti; il luogo dove poter stare bene con gli altri».
In questa logica non poteva non inserirsi un discorso legato agli aspetti puramente aggregativi, grazie alla realizzazione di uno speciale "camp" residenziale per i ragazzi di Monza e zone limitrofe, per riuscire a garantire lo svolgimento delle attività anche oltre il periodo scolastico.