Oltre il senso del mistero c’è Einstein

Andrea Macco

Signore e signori, ecco a voi in scena sul palcoscenico del Festival della Scienza genovese niente di meno che Albert Einstein. Nominato emblema del 2005, anno internazionale della Fisica, sarà protagonista a più riprese durante tutto l’arco del Festival.
A partire con la conferenza del premio Nobel per la Fisica Robert Laughlin «Un Einstein diverso - Riscoprire la fisica da capo a piedi» svoltasi al Ducale, per passare ad «Albert Einstein: creatore e ribelle» a cura di John Stachel, direttore del centro per gli studi einsteiniani dell’Università di Boston (6 Novembre ore 21, Aula S. Salvatore p.zza Sarzano). Per entrambi i relatori i vari aspetti, noti e meno noti, della vita dello scienziato, con un panorama delle scoperte che hanno cambiato il corso della storia della Fisica. Per esaminare più in dettaglio il lavoro dello scienziato bisogna passare a «La relatività e il cosmo da Einstein a oggi» a cura di C.M. Becchi, direttore del dipartimento di Fisica di Genova (oggi ore 10.30, Palazzo Rosso) e, sempre in tema di cosmologia, ove gli studi di Einstein compirono una sorta di «rivoluzione copernicana» del XX secolo, segnaliamo «Il cosmo moderato - La rivincita di Einstein» a cura di G. Manuzio, docente di Fisica dell’Università di Genova (questo pomeriggio ore 15, Libreria Mondadori).
Potrete trovare Einstein anche in vari altri interventi non direttamente a lui dedicati, proprio a testimoniare la grande portata dell’intero lavoro dello scienziato ebreo, la cui eredità si riversa ancor oggi in scienza, cultura e politica, come ci racconterà l’astronomo Marti Reens il 5 novembre («L’eredità di Einstein», Palazzo Ducale ore 21).
E se credete che con Einstein non ci si possa divertire, allora partecipate allo spettacolo di Luca Novelli «Ho clonato lo zio Alberto», opera buffa di fisica moderna a due voci e pianoforte, in cui attraverso una brillante lettura animata, la biografia di Albert Einstein verrà messa a confronto con quella di un suo clone che, sebbene rappresenti una perfetta riproduzione dei geni dello scienziato, riserverà esiti alquanto bizzarri e molto meno geniali!
Per maggiori dettagli munirsi del programma completo del Festival, ove ognuno potrà certamente incontrare non solo Einstein, ma molti di quei personaggi della scienza che, troppo spesso, sono solamente ricordati nei libri di testo scolastici. Il Festival apre le porte a tutti, e dunque non soltanto ai ragazzi e agli studenti, cui sono miratamene dedicati diversi stand, ma anche a chi, tutto sommato, non ha mai avuto troppa familiarità con la matematica o le discipline scientifiche. Sì, perché il festival è anche l’occasione per varcare la soglia di porte mai esplorate, lasciare che, per un attimo, lo stupore tipico dei bambini ritorni ad essere anche nostro… perché, come diceva proprio Einstein: «La più bella e profonda emozione che possiamo provare è il senso del mistero; sta qui il seme di ogni arte, di ogni vera scienza».