Oltre trecento roghi Non bastano gli aerei per spegnere l’Italia

Carmine Spadafora

Brucia tutta Italia. Nel giorno peggiore per gli incendi divampati, sono poche le regioni che non registrano roghi e focolai. «Un’emergenza senza precendenti - ha ammesso il capo della Protezione civile Bertolaso -. Abbiamo ricevuto cento chiamate per soccorso aereo e, nonostante abbiamo la flotta più forte d’Europa, non siamo riusciti a intervenire ovunque». Una giornata come ieri «non si era mai vista». «In Europa mezzi adatti non ce ne sono più - ha aggiunto Bertolaso -. Tutto quello che era disponibile fuori dai nostri confini lo abbiamo “sequestrato” per integrare la nostra flotta». Gli incendi scoppiati hanno raggiunto un numero impressionante, trecentoquattro, il Corpo forestale ha ricevuto 11.400 chiamate.
Continuano ad avanzare le fiamme nel Parco nazionale del Pollino (a cavallo tra Basilicata e Calabria), che da quattro giorni stanno distruggendo migliaia di ettari di vegetazione. La Procura di Castrovillari coordina il lavoro di carabinieri e Corpo forestale, all’opera per cercare di identificare gli autori del rogo, ritenuto doloso. Roghi anche nel Frusinate: nella zona di San Lorenzo a Piglio, le fiamme hanno finora distrutto circa cinquanta ettari di bosco. Il fuoco sta mettendo paura anche al monastero di San Lorenzo, dove vivono una ventina di frati minori. Emergenza anche in Sicilia e nel sud della Calabria. Un incendio è divampato a Messina, sulla collina che si trova alle spalle del rione Annunziata: una palazzina è stata sfiorata dalle fiamme. Addirittura un intero paese, Magisano, nel Catanzarese è rimasto intrappolato dal fuoco. Una parte degli abitanti del piccolo centro ha trovato riparo nella parrocchia.
Ieri il fuoco ha divorato centinaia di ettari di bosco anche nelle Marche, in provincia di Pesaro Urbino, Ancona e Ascoli Piceno. In Abruzzo continuano i roghi nel giorno dell’autopsia sul corpo del comandante Andrea Golfera, precipitato due giorni fa con il Canadair che stava pilotando sulle fiamme divampate ad Acciano (L’Aquila). A Castel Gandolfo, nel Lazio, l’incendio che ha fatto evacuare abitazioni è ristoranti è stato domato dopo 12 ore.
Anche la Sardegna brucia. Da nord a sud, dalla Costa Smeralda al litorale del Sarrabus, passando per i boschi dell’Ogliastra fino ad arrivare a Nuoro. E proprio il capoluogo della Barbagia in 48 ore è stato assediato dalle fiamme: intere frazioni evacuate, la zona industriale di Pratosardo quasi cancellata da lingue altissime di fuoco, danni incalcolabili alle aziende zootecniche con centinaia di animali arsi vivi. Uno stato di emergenza continuo e i criminali del cerino hanno aspettato l’arrivo del maestrale per appiccare le fiamme. Come se non bastasse, l’allarme che ha attraversato tutta l’Italia non ha permesso di ottenere rinforzi e si è dovuto chiedere aiuto alla Francia, che ha mandato due Canadair. Per il sindaco di Nuoro Mario Zidda è impossibile quantificare i danni, che richiederanno interventi radicali per anni. Secondo le stime sono 4.500 gli ettari bruciati nel Nuorese, il 50 per cento dei quali di superficie boschiva. La frazione di Lollove, a pochi chilometri da Nuoro, è stata fatta evacuare. Anche la parte orientale dell’isola è stata aggredita dal fuoco: in Ogliastra le fiamme sono divampate anche vicino al mare (Marina di Orrì, Barisardo e Marina di Gairo) e nelle campagne di Arzana, dove è stato colto in flagrante e arrestato un giovane muratore con una scatola di cerini in mano.