Da oltre venti giorni in mano agli islamici

Padre Giancarlo Bossi, originario di Abbiategrasso, nel Milanese, è stato rapito a Payao, nelle Filippine, il 10 giugno mentre andava al villaggio di Bulawa, nella provincia di Zamboanga, dove doveva celebrare la messa. Aggredito da una decina di persone e costretto a salire su un battello, di lui si sono perse le tracce. Il rapimento è stato attribuito ad Aka Kedie, del Fronte moro islamico che lotta per l’autonomia dell’isola di Mindanao dove è forte la presenza musulmana. Padre Bossi vive nelle Filippine dal 1980 ed è molto amato dalla gente che l’ha soprannominato «il gigante buono». Numerosi gli appelli per il suo rilascio, ma senza successo. Qualche giorno dopo il sequestro l’esercito filippino aveva annunciato l’imminente liberazione poi mai avvenuta. Nel 2001 fu rapito padre Giuseppe Pietrantoni, liberato dopo alcuni mesi.