Omaggio a Cerami, l’amico dei registi

Il festival Cinenostrum di Aci Catena dedica la sua prima edizione allo sceneggiatore de «La vita è bella»

Pier Francesco Borgia

Il successo può essere un cavallo difficilmente domabile. E il meccanismo della popolarità spesso finisce per stritolare il «malcapitato» personaggio baciato dalla fama. Anche il gradimento di critici e addetti ai lavori - conferma Vincenzo Cerami - può essere «imbarazzante». All’autore di romanzi famosi (come Un borghese piccolo piccolo e Fantasmi) e sceneggiatore di altrettanto celebri pellicole (Colpire al cuore e La vita è bella tra le tante) sarà dedicata la prima edizione del festival Cinenostrum, ospitata nell’inedita cornice delle Terme Romane di Santa Venera al Pozzo ad Aci Catena in provincia di Catania da domani al 16 luglio.
Una rassegna che si propone di «raccontare attraverso il cinema l’Italia dei nostri tempi» non poteva iniziare da una firma più rappresentativa di quella di Cerami. Dodici proiezioni (da Porte aperte a Casotto, passando per Segreti segreti e Il piccolo diavolo), un convegno (con relazioni di Salvatore S. Nigro e Giorgio Tinazzi) e un laboratorio intitolato «La bottega del racconto» tenuto dallo stesso Cerami insieme con Nicola Piovani. E nella località catanese arriveranno durante «Cinenostrum» anche autorevoli protagonisti del nostro cinema (Sergio Citti, Ninetto Davoli, Renato Carpentieri, Marco Bellocchio e Giuseppe Bertolucci) che con Cerami hanno condiviso spesso le stesse esperienze. «Tutti amici - conferma Cerami - conosciuti prima di instaurare con loro un rapporto di lavoro. Se di una cosa, infatti, mi ritengo fortunato è quella di aver potuto scegliere sempre le persone con cui lavorare».
Che i tempi per un omaggio a Cerami fossero maturi lo dimostra il credito che lo scrittore romano (cresciuto alla scuola di Attilio Bertolucci, Pasolini e Giorgio Caproni) sta ottenendo in questi ultimi lustri (prossimo impegno, tra l’altro, il nuovo programma tv di Celentano). «Enrico Ghezzi - ricorda divertito Cerami - si è letteralmente inginocchiato davanti a me, osannando Casotto». E pensare che mentre cercava materiale da consegnare agli organizzatori della manifestazione lo sceneggiatore di Benigni ha trovato soltanto stroncature.
«Casotto i critici di allora non me lo hanno perdonato - ricorda Cerami - e anche La vita è bella ha dovuto aspettare i premi Oscar per essere sdoganata». Ora è un’altra cosa. Ora è una «bella vita» da autore di chiara fama.