Omaggio a De André con Accorsi e Pfm

Mercoledì si ricorda il cantautore nel giorno in cui avrebbe compiuto 69 anni. Anche Claudio Santamaria sul palco: leggerà un testo con sottofondo musicale

Sanremo - Ma certo, è l’occasione giusta. Mercoledì sera il Festival di Sanremo celebrerà Fabrizio De André a dieci anni dalla morte e proprio nel giorno del suo compleanno. Il 18 febbraio infatti De André avrebbe compiuto 69 anni e forse li avrebbe festeggiati proprio come si farà sul palco dell’Ariston: suonando, suonando liberamente. Altro che megastar internazionali di cui si sentiva dire: mercoledì sarà la serata De André e, francamente, è decisamente meglio (dopotutto qui di musica si parla). Dunque arriverà all’Ariston la Pfm, cioè il gruppo con il quale lui riuscì a creare una sintonia artistica e personale che i celebri album dal vivo riescono a rendere solo in parte. Fabrizio De André incontrò per la prima volta Franz Di Cioccio e Franco Mussida - due colonne della Pfm - quando erano ancora nel gruppo I Quelli (nel quale militò anche Teo Teocoli) e lui stava per registrare lo splendido La buona novella. Anno fondamentale: il 1970. Da allora il loro cammino si incrociò altre volte e la tournée di nove anni più tardi fu probabilmente uno dei punti più alti raggiunti dalla canzone italiana. Concerti unici per intensità. Sintonia d’animi. Tanto per farsene un’idea, basterebbe ascoltare la versione quasi progressive de Il pescatore, un brano per il quale De André riuscì a scrivere quei versi così veri, così intensi da essere poesia: «All'ombra dell'ultimo sole / s'era assopito un pescatore / aveva un solco lungo il viso / come una specie di sorriso». Trent’anni dopo eccoli qui, De André e Pfm, simbolicamente insieme in un posto inusuale per entrambi. Faber a Sanremo è venuto soltanto come autore (però bello il brano Pitzinnos in sa gherra che lui firmò con Luigi Marielli e che i Tazenda cantarono all’Ariston nel 1992). La Pfm pure. Pochi mesi fa erano stati invitati, questi signori musicisti, per presentarsi in gara ma hanno lasciato perdere con quell’eleganza silenziosa che solo gruppi così riescono a conservare in ogni situazione. Ma ora eccoli qui, mercoledì 18 febbraio, sessantanovesimo anno di Fabrizio De André. Con loro arriveranno sul palco anche Stefano Accorsi, che con Le passanti di De André in sottofondo recitò la scena iniziale del film L’amore ritrovato, e Claudio Santamaria che nel 2007 si calò nei panni di Rino Gaetano nella fiction di Raduno e l’anno scorso ha presentato il concertone del Primo Maggio a Roma. Che cosa faranno insieme? La Pfm naturalmente suonerà (è appena uscito il cd/dvd Pfm canta De André) e gli attori forse leggeranno un testo oppure anche loro parteciperanno alla musica, in una insolita jam session di cui si sta parlando proprio in queste ore.

Insomma, a dispetto delle solite polemiche onnivore, il Festival di Sanremo quest’anno è realmente un omaggio alla musica visto che, tutti in una volta, tanti nomi storici della canzone italiana sul palco dell’Ariston non ci sono mai stati. Fateci caso: da Gino Paoli alla Pfm, da Ornella Vanoni a Zucchero, stavolta tutti passano di qui esponendosi per di più in prima persona. E dire che fino all’anno scorso era sempre e soltanto una corsa al rifiuto, altro che.