Omaggio a De Andrè, chansonnier disincantato

Una band di detenuti della casa circondariale di Bollate (Aria Dura); la soprano afro-americana Moncia Small; una formazione di musicisti Rom (Banda del Villaggio Solidale); l'anima più fieramente meticcia della periferia est di Milano (Orchestra di via Padova); una drag queen (La Madame) con il gruppo Befolk; un magistrato (il sostituto procuratore Luca Poniz); e una «pretty woman» del Sud Milano (Jacqueline). Mondi lontani tra loro, non c'è che dire. Eppure si troveranno tutti insieme domani sera (ore 21) sullo stesso palcoscenico - quello del Teatro Dal Verme - per rappresentare il «consesso umano» che Fabrizio De Andrè ha saputo rendere universale attraverso la sua arte. È stata Radio popolare, con il patrocinio della Fondazione De Andrè e della Fondazione «I pomeriggi musicali», a ideare l'originalissimo happening-omaggio alla varia umanità che ha animato il canzoniere del grande Faber. Un tributo, dal titolo «Voi quella notte. Voi c'eravate», al quale parteciperanno anche, tra gli altri, l'Ensemble d'archi dei Pomeriggi Musicali, il Giovanni Falzone Electric Trio, la cantante iraniana Yalda, il togolese Arsene Duevi, Frankie-Hi-Nrg, l'ex Almamegretta Raiz, Pacifico, Tricarico, Tonino Carotone, Bugo e Franco Mussida, mitica chitarra della Premiata Forneria Marconi. Di tutto di più, insomma. A suggello della serata, durante la quale saranno proiettati alcuni estratti di «Effedià, sulla mia cattiva strada», il docu-film di Teresa Marchesi prodotto da Dori Ghezzi (presente alla serata) e realizzato con materiali in gran parte inediti, i Mille Anni Ancora, neonata formazione di cui fanno parte alcuni musicisti storici del cantautore genovese (a proposito: il decennale della morte cade a gennaio), presenteranno in anteprima un'originale rilettura dell'album «Storia di un impiegato» (1973), disincantata e sofferta trasposizione italiana del «Maggio francese» e dei conflitti che lo avevano determinato, con le note conseguenze in ogni angolo d’Europa.