Omaggio a Ellington con Intra e la band

Igor Principe

La Civica Jazz Band, nata otto anni fa in seno allo specifico corso della scuola civica di musica, è una delle più meritorie iniziative nella città che, un tempo, era la capitale del jazz italiano. Tra gli alfieri di quel periodo, compreso tra gli anni Sessanta e Settanta, c'era Enrico Intra, che come direttore del suddetto corso ha fortemente voluto la creazione di quella big band, di cui è alla guida.
E dalla quale ha estratto la small band che stasera sarà di scena nella Sala delle Colonne del Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, per un concerto inserito nell'ambito dell'iniziativa «Conversazioni musicali» (ore 21. Ingresso libero fino a esaurimento posti).
Dieci elementi, chiamati a misurarsi con una delle personalità più complesse e affascinanti nel panorama della musica afroamericana: Duke Ellington. Conversazione con il Duca è quindi il titolo di uno spettacolo nel cui programma figurano nove brani tratti dal repertorio del musicista americano.
La scelta dei pezzi non è di quelle che ammiccano a chi ascolti. Non mancano i grandi classici come «Take the A-train» o «The mooche». Tuttavia, prevalgono partiture meno frequentate del solito, tra cui «Sonnet For Caesar», «Sonnet for Hank Cinq», «Half the fun». In particolare, la scaletta attinge a un capolavoro ellingtoniano datato 1957: «Such sweet thunder», proposto con gli arrangiamenti di Riccardo Brazzale. La strada della revisione critica delle partiture è parte integrante della cifra sitilistica di Enrico Intra, assiduo interprete di Ellington. L'idea che sottende al concerto è quella di rileggerne le armonie - fatte di impasti sonori leggendari - con una formazione di medie dimensioni, alla ricerca di un fraseggio agile quanto più possibile.