Omaggio al grande Bramieri, fra commozione e allegria

Ieri tutto esaurito per lo spettacolo «Ciao Gino» voluto dal figlio Cesare. In platea attori e vip. La Moratti: «Fu vero interprete della milanesità»

Le sue battute provocano ancora irresistibili risate. Le barzellette divertono, anche se hanno più di 30 anni, non sono quasi mai volgari e il doppio senso scivola senza pungere. È il genio del buonumore di Gino Bramieri, il grande comico milanese, attore, cantante, presentatore televisivo, ricordato ieri sera a Milano a dieci anni dalla scomparsa. Ciao Gino, così è stato chiamato l'evento che ha riempito oltre ogni aspettativa il teatro Manzoni.
Non tutti sono riusciti a entrare: almeno un centinaio i fan tornati a casa delusi. Molti gli ospiti, fra i quali, il ministro dell'Istruzione e candidato sindaco per la Cdl Letizia Moratti, gli assessori Stefano Zecchi e Tiziana Maiolo, e Ombretta Colli nella duplice veste di politico e di ex cantante e attrice che lavorò insieme a Bramieri. Poi Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, Milva, Italo Terzoli. Durante la serata sono stati riproposti tanti video, spezzoni di filmati inediti, come quello in cui Bramieri canta il ritornello di Lui andava a cavallo, la canzone che portò al festival di Sanremo nel 1962.
Una serata (presentata da Paolo Limiti) tra la commozione e l'allegria, voluta dal figlio Cesare e dalla nuora, che portano avanti quanto Bramieri fece soprattutto per aiutare i giovani artisti. «Nel suo dna c'era la vera milanesità: era milanese anche in quel suo essere ottimista anche quando non ce ne sarebbe stato motivo», ha detto la Moratti ricordando che l’attore era molto vicino alla sua famiglia, soprattutto perché «come tifoso interista, seguiva spesso la squadra in trasferta». E Sandra Mondaini: «Ci sono tre cose per cui io ho sempre voglia di ringraziare Milano, la Madonnina, il San Raffaele e l'aver dato i natali a Gino Bramieri».
Nato a Milano nel 1928, Bramieri fin da giovane fu attratto dal teatro al punto che per respirare l'aria del palcoscenico si accontentava di stare dietro le quinte e tirare il sipario. A metà anni '40 cominciò la carriera di caratterista e di spalla di importanti personaggi come Macario, Tognazzi, Totò, Walter Chiari e la Osiris. Nel ’56 la sua strada si incrociò con quella di Garinei e Giovannini e cominciò la scalata al successo. Sia in teatro che in tv e poi tanti film, musical, sit-com, fino all’ultimo lavoro teatrale Riuscire a farvi ridere portato in scena nella stagione 1995-1996. Fu il 18 giugno di quell’anno che morì. Aveva 68 anni.